“Mais ne nous délivrez pas du mal” (1971)


E’ un film unico nel suo genere, impossibile da etichettare e racchiudere in una categoria precisa, il capolavoro di Séria, Mais ne nous délivrez pas du mal (tradotto come …E non liberarci dal male in Italia, sebbene qui da noi non sia mai uscito nelle sale e tutt’ora si possa reperire al massimo in lingua originale con sottotitoli in inglese); nei suoi morbosissimi meandri cinematografici si ravvisano germi di drama, black comedy, horror e una dose di erotismo che, sebbene non sia elevatissima, basterebbe da sola ad esporre il film ad accuse di apologia della pedofilia.

Per dirla tutta, è probabilissimo che il regista dando vita ad un film come Mais ne nous délivrez pas du mal volesse scioccare quella larga fascia di pubblico benpensante-borghese che nella sua pellicola viene letteralmente fatto a pezzi da Anne e Lore, le due ragazzine protagoniste, con la loro pura innocenza e la loro ribellione che, iniziata come se fosse un gioco per combattere la noia della vita della scialba provincia francese, si conclude inevitabilmente nella tragedia più nera.

Proprio la middle class francese, con i suoi insensati riti quotidiani e l’esaltazione di valori statici come la famiglia, la rispettabilità, l’educazione collegiale delle figlie e la messa domenicale diventa per Séria il primo bersaglio da colpire. Il secondo, evidentissimo in molte scene, è il clero: in una scena durante una messa, il prelato, mentre tuona dal pulpito, appare ai bambini inebetiti nudo e delirante e pochi minuti dopo appare eccitato nell’ascoltare Anne che gli confessa di aver spiato due suore del collegio mentre si scambiavano effusioni amorose. Ancora: nella scena del rito d’iniziazione a Satana a cui si sottopongono Anne e Lore, viene insignito del compito di celebrare la cerimonia un povero demente; durante la sacra funzione, Anne e Lore sputano le ostie per poi gettarle a decine in un laghetto nel bosco, vestite con lunghi abiti immacolati, quasi fossero angeli del Male.

Oltre alla fortissima componente anti-religiosa (che spiega ampiamente il perché della censura a Mais ne nous délivrez pas du mal prolungata tutt’oggi in Italia), si trova quanto di più morboso e sgradevole un film possa servire allo spettatore, impatto che la pellicola non perde minimamente nonostante i quarant’anni passati dalla sua pubblicazione. Tra le altre cose, ricordiamo: un povero contadino ritardato sedotto dalle due protagoniste dodicenni (è impensabile da credere, dopo aver visto il film, come, al tempo delle riprese, le due attricette avessero già superato la maggiore età), due canarini uccisi davanti alla macchina da presa (l’uno avvelenato, l’altro stritolato nel pugno di Anne), una cerimonia di iniziazione a Satana culminata con la presa dell’ostia sacra sulle lingue delle due ragazzine bagnate del loro sangue, tre tentativi di stupro ai danni delle due protagoniste ed infine il delitto, preannunciato dal silenzio della greve notte della campagna francese. Il tutto condito con i versi di Baudelaire (Le Voyage, poema conclusivo de Les Fleurs du Mal, scandisce l’ultima, bellissima scena) e dai Canti di Maldodor, poema epico del Conte di Lautréamont che ispira Anne e Lore nella composizione di un casereccio romanzo di avventura che vanno scrivendo.

Il punto di forza di Mais ne nous délivrez pas du mal è però che, a differenza di molti film del genere, ha un suo motivo d’essere poiché non è stato creato unicamente allo scopo di scioccare lo spettatore, ma anche al fine di farlo riflettere. Anne e Lore potrebbero essere le figlie di qualunque famiglia borghese degli anni Settanta. La loro ribellione è solo superficialmente ideologica e di satanico ha solo il nome; l’infrazione delle regole dettate dalla società benpensante è data soprattutto da una situazione di noia, di ristagno esistenziale nel quale le due si sentono sprofondare ogni giorno di più, in famiglia, in collegio, durante le funzioni domenicali.

Anne e Lore così stringono un patto di amicizia solenne e perenne (che sfocia in una sorta di cripto-lesbismo intellettuale) che sembra donare loro una piacevole illusione, ma che si conclude tragicamente, pure alla fine senza dissolversi, con il sacrificio ultimo della scena conclusiva, nella quale le due ninfette, vedendosi senza vie di scampo di fronte alle indagini della polizia riguardanti il loro delitto, durante una recita scolastica, dopo aver letto i versi di Baudelaire, si cospargono di benzina e si danno fuoco, tra gli applausi imbecilli del pubblico di borghesi.

Inoltre, rendono il film veramente valido anche una fotografia artistica, la particolare espressività delle due protagoniste (e soprattutto l’angelica Catherine Wagener nella parte di Lore) e una colonna sonora veramente perfetta per il genere di film che Mais ne nous délivrez pas du mal doveva essere: allo stesso tempo greve, drammatica, malata e sensuale.

Curiosità:

  • Le due protagoniste, Catherine Wagener e Jeanne Goupil, al tempo delle riprese avevano già passato l’età legale: appare incredibile dal momento che nel film sembrano, se non proprio delle dodicenni come vuole il plot, perlomeno delle quindicenni!
  • Durante la scena della cerimonia iniziatica, le due ragazze indossano collant neri sotto la veste bianca; nella successiva scena del lago esse sono completamente nude sotto il vestito.

Video:

Qui sotto potete vedere il trailer giapponese di Mais ne nous délivrez pas du mal.


Valutazione: 8.5

4 commenti

Archiviato in black comedy, drama, erotika

4 risposte a ““Mais ne nous délivrez pas du mal” (1971)

  1. ...

    ciao! Ma tu sai come posso fare per scaricarlo??

  2. è inesatto che il film non sia mai uscito in Italia causa ostracismo censorio. ebbe una distribuzione attorno al 73, sebbene fugace e limitata. questa è la locandina della versione nostrana: http://www.rarefilms.altervista.org/images/e-non-liberarci-dal-male-dvd_w10m9w1u.jpg

  3. nosferatu

    ho visto ieri sera la uncut edition della mondomacabro…. solo per dovere di cronaca: ti sei scordato di dire che il regista si è (in parte) ispirato all’omicidio Parker-Hulme che negli anni 50 sconvolse l’opinione pubblica benpensante della Nuova Zelanda e del mondo intero e che Séria ben conosceva, come dice lui stesso nell’intervista presente negli extra… lo stesso caso di cronaca avrebbe poi spinto Peter Jackson a realizzare nel 1994 il film “Creature del cielo”, tra l’altro film d’esordio dell’allora diciassettenne Kate Winslet… per il resto, ottima recensione!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...