“L’Isola delle Svedesi” (1969)


L’Isola delle Svedesi (The Island of the Swedish) è uno dei film più noti di Silvio Armadio, regista italiano che ha sviluppato la sua filmografia nelle due decadi 60 e 70 passando con disinvoltura dalla commedia al dramma talvolta a tinte thriller, mantenendo sempre in quasi tutte le sue pellicole una certa componente erotica, come era in voga in quel periodo nella corrente per così dire “di serie B” del Belpaese.

In questo film datato 1969, Manuela, dopo l’ennesimo litigio per futili motivi con il fidanzato Maurizio, si concede una vacanza presso l’amica Eleonora, che da tempo vive da sola in un isoletta di sua proprietà (sulla quale tuttavia non vi è l’ombra di una sola svedese, come si potrebbe dedurre dal fuorviante titolo, evidentemente dato alla pellicola allo scopo di attirare più gente possibile nei cinema).

Ovviamente, una volta giunta sull’isola, Manuela si accorge di avere delle pulsioni sentimentali/sessuali per l’amica Eleonora e tra le due nasce un rapporto amoroso (in realtà più lasciato immaginare dal regista che mostrato – probabilmente a causa di un’impietosa censura… basti pensare che la versione tv del film dura 78 minuti quando l’originale era di ben 95!). Maurizio non ci sta e quando, una volta giunto sull’isola scopre come si sono messe le cose, convince Manuela a tornare da lui. Ma Eleonora è agguerrita almeno quanto Maurizio, ed in più ha anche un fucile carico dalla sua parte. Inutile dire che finirà in tragedia.

Per dirla in tutta sincerità, L’Isola delle Svedesi non è un bel film. Di pellicole italiane di quegli anni che allacciano tra loro omicidi, questioni amorose e spiagge mediterranee ce ne sono altri sicuramente meglio riusciti – ricordiamo ad esempio 5 Bambole per la Luna d’Agosto (Mario Bava, 1970) e La Coda dello Scorpione (Sergio Martino, 1971). E’ anche vero che Armadio anticipa di qualche mese i due film citati nelle ambientazioni e per di più ci infila anche una tematica di amore lesbico, ma quello che è doveroso annotare dopo la visione del film è che a quanto pare nemmeno lo stesso Armadio aveva in mente una visione ben definita dell’argomento, e così Manuela si trova sballottata da un momento all’altro da un amore etero ad uno lesbo, mentre Eleonora -femminista convinta salvo però farsela con un maschio palestrato e col capello tinto di biondo – fa la parte della psicopatica in un finale thrilling che difficilmente troverà molti spettatori disposti a giudicarlo credibile.

In mezzo c’è ben poco: luoghi comuni su entrambi i sessi, bottiglie di J&B ovunque, decine di Marlboro fumate durante l’ora e mezza scarsa di pellicola e persino accenni alla guerra in Vietnam, alla fame in Africa e alla globalizzazione che in un film del genere c’entrano come il cavolo a merenda. Si salvano solo le belle immagini delle due protagoniste che, filmate con una fotocamera, fanno lunghe corse sulla spiaggia mediterranea (il film è girato a Caprera) e si concedono l’un l’altra primi piani con sorrisi ammiccanti. Un po’ poco in verità, anche perché alla fin fine le scene di nudo presenti nella versione televisiva sono poche e nemmeno troppo originali. Anche i dialoghi non risaltano, ci sono troppi silenzi, la musica è ingombrante e ripetitiva, Armadio tira in ballo troppi cliché sulla borghesia (lo shopping, la ricerca di qualcosa di “diverso” che faccia uscire dalla monotonia quotidianità, l’offerta di lavoro dal Brazile per Maurizio) e inserisce qua e là momenti dalla drammaticità cercata e scontata (il registratore che nel finale, cadendo al suolo, ripropone la voce dell’infausto Maurizio).

Per quanto riguarda gli attori, se le due protagoniste si salvano con la sufficienza, il personaggio maschile è scarso al punto di risultare imbarazzante in alcune scene. Insomma, di film italiani del periodo Settanta ce ne sono moltissimi di cui la grande maggioranza realizzati molto meglio, in termini sia di trama che di sceneggiatura che di fotografia, riprese, spunti e via dicendo. La visione di L’Isola delle Svedesi pertanto è consigliata unicamente a chi fosse curioso di vedere una delle prime pellicole uscite in Italia a sfondo lesbo o a chi apprezzi particolarmente l’avvenenza delle due attrici Catherine Diamant ed Ewa Green.

Video:

Una spezzone di 30 secondi tratto da L’Isola delle Svedesi.

Valutazione: 5.2

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