“Il Caimano” (2006)


Il Caimano è un film del 2006 diretto da Nanni Moretti. Esso si snoda contemporaneamente su due piani: il primo è la vita di Bruno Bonomo, regista cinematografico nonché protagonista della vicenda; il secondo è la vita di Silvio Berlusconi, sulla quale Bonomo vuole realizzare un film per risollevare le proprie sorti economiche. All’uscita, Il Caimano ha creato molte tensioni nella classe politica italiana, al punto che ne è stata chiesta la posticipazione rispetto alle elezioni politiche del 2006 in quanto si pensava che la visione del film avrebbe potuto influenzare l’elettorato. Non si tratta dell’unico film di denuncia verso la figura di Silvio Berlusconi ed il berlusconismo: ricordiamo infatti anche Quando Silvio c’era (Cremagnani-Deaglio, 2005) e Bye Bye Berlusconi (Stahlberg, 2005), oltre ai documentari Videocracy (Erik Gandini, 2009) e Draquila – L’Italia che trema (Sabina Guzzanti, 2010).


Trama:

Bruno Bonomo (Silvio Orlando) è un produttore, molto famoso negli anni Settanta per aver realizzato una serie fortunata di film trash (con titoli come Cata-Ratte, Stivaloni Porconi, Mocassini Assassini). Bonomo adesso si trova in una situazione economica disastroso, al punto che la sua banca è sul punto di rovinarlo da un momento all’altro. La sua casa produttrice sta fallendo, ed egli non trova nessun finanziatore disposto a realizzare con lui un film sulla scoperta dell’America ad opera di Cristoforo Colombo. Come se non bastasse, nemmeno la sua situazione familiare è serena: egli si sta infatti per separare dalla moglie, per volontà di quest’ultima.

Ma un giorno lo contatta una giovane sceneggiatrice (Jasmine Trinca) che ha scritto un copione sulla vita (e sui misfatti) di Silvio Berlusconi e che cerca un produttore per realizzarlo. Bonomo, capendo che si tratta della sua ultima àncora di salvezza, accetta senza nemmeno averlo letto e porta Teresa – questo il nome della ragazza – presso gli studi della Rai per parlare del film. Quando però scopre tramite la ragazza di cosa dovrebbe trattare il film, Bonomo perde ogni speranza, e a ragione: alla Rai infatti respingono il copione definendolo troppo delicato da produrre.

In maniera quasi insperata, Bonomo riallaccia i ponti con un produttore polacco e con una troupe di tecnici e attori, tra cui il famoso Marco Pulici (Michele Placido), e riesce a dare il via alle prove e alle riprese del film che, secondo l’idea della sceneggiatrice, dovrebbe chiamarsi Il Caimano. Alla fine nemmeno questo tentativo va a buon fine: quando l’attore Marco Pulici si ritira dal lavoro adducendo la volontà di trascorrere un anno sabbatico, lascia anche il produttore e così il progetto va in fumo. Come se non bastasse Bonomo di separa dalla moglie e qualche tempo dopo la incontra per caso in un ristorante con un altro uomo. Inoltre, scopre anche che Pulici sta in realtà girando il film su Cristoforo Colombo, una sua idea, con una troupe dotata di mezzi eccellenti.

Tuttavia, quando tutto sembra perduto, Bonomo riesce a radunare i soldi per girare almeno la scena finale del film, trasformando così il progetto da lungometraggio a cortometraggio. Per realizzarlo, d’accordo con Teresa, assume un amico (Nanni Moretti) per interpretare Silvio Berlusconi. Alla fine, il cortometraggio si basa su un processo per corruzione e riciclaggio di denaro sporco che vede come imputato Berlusconi stesso, che alla fine verrà condannato dal giudice a 7 anni di detenzione e all’interdizione perenne dai pubblici uffici. Questi, dopo aver minacciato i giudici, esce dal tribunale e rilascia una dichiarazione in cui autorizza i cittadini a sollevare una rivolta popolare contro la magistratura. Il film si conclude con l’immagine di Moretti-Berlusconi in auto, con sullo sfondo il tribunale dato alle fiamme dai suoi sostenitori.


Commento:

Come lo definì lo stesso Nanni Moretti, Il Caimano non è propriamente un film politico incentrato sulla figura di Silvio Berlusconi, ma piuttosto una commedia agrodolce in cui la vita dei protagonisti viene inquadrata nell’epoca di decadenza in cui si trova l’Italia a causa del berlusconismo. E’ innegabile comunque che la critica verso la figura di Silvio Berlusconi sia fortissima: nel film vengono infatti elencati molti dei reati per i quali è indagato, dalla corruzione, al riciclaggio di denaro sporco, al concorso mafioso. Inoltre Berlusconi viene dipinto come un personaggio disposto a tutto pur di raggiungere soldi e potere, che viene persino ridicolizzato nella riproposizione televisiva della sua infaustamente famosa polemica dialettica con Martin Schulz al Parlamento Europeo.

Notevoli alcune scene che vedono come protagonista un ipotetico attore che dovrebbe interpretare Berlusconi nelle idee di Bonomo: inizialmente vede piombarsi in testa dal nulla un’enorme valigia piena di miliardi (i soldi la cui provenienza è tuttora quantomeno sospetta), poi fonda Milano 2 e Mediaset (tra un tripudio di culi, tette ed individui lobotomizzati nel pubblico in platea), quindi viene chiamato in questura ed in tribunale per rispondere delle sue azioni. Ci sono tutti i luoghi comuni su Silvio Berlusconi, ma – come dice lo stesso Moretti in una battuta nel film – “gli spettatori che vogliono sapere, già sanno e gli altri non vorranno neanche vedere”.

Da sottolineare l’ottima prova anche di Michele Placido, nei panni dell’attore ciarlone perfettamente in linea con il berlusconismo (tanto è vero che quando viene scritturato per interpretare Berlusconi ne vuole dare un’immagine positiva). Anche se il film si snoda con discreta maestria su questo terreno, la trattazione critica del berlusconismo viene portata avanti, come detto, contemporaneamente alla vicenda agrodolce di Bruno Bonomo, con la quale non sempre si fonde in maniera ideale (e spesso si ha come l’impressione di un abbandono dello scopo critico del film in favore di una narrazione spesso eccessivamente drammatica della vita del protagonista).

Detto questo, bisogna riconoscere che la sequenza finale che vede Moretti nei panni di un agguerritissimo Berlusconi che di fronte al giudice snocciola tutti i topos della sua ars oratoria (magistratura, scuola e mass media comandati dalla sinistra, esaltazione del concetto di liberalismo e demonizzazione del comunismo) e non centellina sui “mi avvalgo della proprietà di non rispondere” è una scena di grande cinema, come il finale noir nel quale lo stesso Moretti, dopo aver arringato la folla per mezzo dei suoi stessi canali televisivi, si allontana tramando vendetta sulla sua automobile mentre i giudici vengono assaliti dai suoi stessi sostenitori ormai completamente impazziti.

Curiosità:

  • Nel film viene citato più volte il nome di Gian Maria Volonté, storico attore italiano famoso soprattutto per le sue interpretazioni in pellicole di denuncia socio-politica degli anni Settanta.
  • Berlusconi, all’inizio di un comizio a Napoli ha affermato ironicamente: “Ieri sera abbiamo avuto il piacere di avere sulla Rai un ottimo regista italiano che ha raccontato una fiaba e mi ha dato un soprannome che mi mancava: signori, io sono il Caimano”.

Video:
Trailer del film.


Valutazione: 6.7

2 commenti

Archiviato in comedy, drama, romance, sociopolitical

2 risposte a ““Il Caimano” (2006)

  1. Margherita

    Bellissimo film del grande Nanni ma non sicuramente uno dei miei preferiti tra i quali invece menzionerei “Bianca”, “Caro diario” e “Aprile”.
    Ciò nonostante il tema si presenta come molto interessante e sincero. La critica nei confronti del “Berlusca” è articolata attraverso un mix di ironia e acerba realtà, caratteristica presente oltretutto in tutta la filmografia del maestro Nanni!
    Molto bella la tua recensione dettagliatissima!🙂
    Se ancora non li hai visti ti consiglio di visionare i film che ho menzionato sopra, sarà divertente leggere i tuoi pensieri e le tue critiche!

    p.s Siccome non trovo un contatto su cui poterti mandare un consiglio riguardo qualche film da vedere ne approfitto e lo faccio qui. Non so se l’hai già visto ma ti consiglio di guardare “La tomba di Ligeia” di Roger Corman, creato sulla base di un racconto di Edgar Allan Poe. Potrebbe rientrar benissimo nelle categorie Horror o mistery🙂

    • li vedrò sicuramente prima o poi, purtroppo (ma anche per fortuna) adesso ho una coda infinita di film da vedere!
      Corman li conosco bene, “la tomba di ligeia” l’ho visto anni fa, dovrei re-downloadarlo e rivederlo e poi fare la recensione.. prima o poi farò anche questo😀
      per quanto riguarda il contatto puoi aggiungermi su facebook (Marco Maculotti) o scrivermi anche all’email marcomaculotti [at] gmail [dot] com

      M.

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