“Children of the Corn” (1984)


Children of the Corn (tradotto nella versione italiana come Grano Rosso Sangue) è un film low-budget del 1984 diretto da Fritz Kiersch ed ispirato al racconto omonimo di Stephen King contenuto in Night Shift (A volte ritornano nell’edizione italiana). E’ uno dei primi film horror a presentare determinate caratteristiche che faranno poi scuola negli anni Novanta e Duemila: le vittime vengono da fuori e capitano solo per caso nel villaggio maledetto, l’atmosfera è cupa e misteriosa, la paura è data da scene improvvise coadiuvate da un aumento sensibile del volume, il livello di sangue e violenza è molto inferiore (o comunque celato) rispetto agli horror degli anni Sessanta – Settanta, e via dicendo. Per questo, Children of the Corn può essere considerato un precursore dell’horror contemporaneo, con tutti i pregi e i difetti che ciò comporta.


Trama:

Il film inizia con un la voce di un bambino, Job (Robby Keager), che narra cosa avvenne un giorno di tre anni prima a Gatlin, nel Nebraska: dopo l’arrivo di un misterioso bambino di nome Isaac (John Franklin) un gruppo di ragazzi del paesino sterminarono tutti gli adulti del villaggio. Dopo tre anni, Burton Stanton (Peter Horton) e la fidanzata Vicky (Linda Hamilton) stanno attraversa il Nebraska in auto quando investono un bambino; subito Burton lo soccorre ma, notando che ha la gola tagliata, carica il cadavere in macchina e lo porta al paese più vicino per denunciare l’omicidio contro ignoti. Dopo aver chiesto informazioni ad un benzinaio, la coppia giunge nella disabitata e misteriosa Gatlin. Non ci metteranno molto a scoprire che la cittadina è pressoché disabitata, eccezion fatta per un manipolo di adolescenti sanguinari che rispondono agli ordini deliranti di Isaac, il predicatore, e del sanguinario Malachia.

Burton capirà che i bambini di Gatlin adorano un misterioso dio del grano (“colui che cammina in mezzo al grano”) e che non appena uno di loro raggiunge la maggiore età viene sacrificato in suo onore. Dopo aver rischiato più volte la vita, la coppia riesce a convincere i bambini a ribellarsi al dio che adorano. Isaac viene crocifisso e sacrificato al dio del grano, ma quest’ultimo usa il suo corpo per uccidere anche Malachia, responsabile dell’ammutinamento nei suoi confronti. Alla fine Burton, dopo aver capito che una presenza demoniaca esiste davvero in quei campi di grano, dopo averli innaffiato di benzina gli dà fuoco, estirpando definitivamente il male da Gatlin.


Commento:

Spesso criticato ma anche supportato da una schiera numerosa di appassionati del cinema horror, Children of the Corn si presenta oggettivamente come un discreto film horror, con poca infamia ma anche con poca lode. E’ apprezzabile il tentativo di Kiersch a riprodurre per tutta la durata del film quell’atmosfera di tensione e di mistero che permeava la cittadina di Gatlin anche nel racconto omonimo di King, ma al tempo stesso Kiersch commette l’errore di modificare alcuni tratti salienti della narrazione (nel racconto sia Burton che Vicky alla fine muoiono), riducendo così il livello di violenza contenuto nel racconto e rovinando in parte la pellicola con un deludente finale happy ending; inoltre anche i fatti di sangue non vengono mai mostrati nel film (eccezion fatta per l’ottima scena iniziale), e quindi gli omicidi vengono lasciati solo intuire allo spettatore.

Tuttavia bisogna riconoscere che il lavoro di Kiersch presenta una struttura abbastanza solida e una fotografia ricercata ed apprezzabile. E’ un peccato che questi pregi non siano supportati da un livello di sangue più considerevole e da un finale consono alla narrazione (una presenza demoniaca che ha sterminato un intero paese viene sconfitta solo bruciando il campo di grano sul quale aleggia?). Il film, per la presenza di una setta di bambini invasati, richiama Village of the Damned (Wolf Rilla, 1960), mentre per via della location rurale e dell’argomento trattato (lo pseudo-culto pagano di un dio che vive nei campi) porta alla mente l’ottimo The Wicker Man (Robyn Hardy, 1973), pur non riuscendo appieno a ricreare l’atmosfera morbosa e contemporaneamente spensierata presente nel capolavoro di cui sopra. Curiosamente il culto praticato dai bambini, sebbene satanico, ha molti punti di contatto con il cristianesimo (si pensi solo al richiamo alla crocifissione) e i sermoni del predicatore Isaac potrebbero essere tuonati anche dal classico predicatore invasato ultra-cattolico dell’America rurale. Altrettanto curiosamente bisogna notare che i nomi dei due ragazzi leader (Isaac e Malachia) sono nomi biblici, e in particolare il primo porta alla mente Isacco, che nella Bibbia rischiava di essere sacrificato a Dio dal padre Abramo: qui invece sono i figli che sacrificano i genitori a Satana.

Il film ha numerosi seguiti, tutti di bassa qualità e di molto inferiori al capostipite della saga: Children of the Corn II: The Final Sacrifice (Grano rosso Sangue II – Sacrificio Finale, 1992), Children of the Corn III – Urban Harvest (1994), Children of the Corn IV: The Gathering (Inferno a Grand Island, 1996), Children of the Corn 5 – Fields of Terror (Gli Adoratori del Male, 1998), Children of the Corn 666: Isaac’s Return (Children of the Corn 666: Il ritorno di Isaac, 1999), Children of the Corn: Revelation (2001).


Video:

Trailer originale del film.


Valutazione: 7.0

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