“Addio Ultimo Uomo” (1978)


Addio Ultimo Uomo è un documentario del genere mondo a cura di Angelo e Alfredo Castiglioni. Lo scopo dei due registi è creare un parallelismo tra le usanze delle tribù indigeni delle zone vergini dell’Africa, che hanno mantenuto nei secoli gli usi e i costumi dei loro antenati primitivi, e quelle dell’uomo occidentale. Coerentemente con larga parte della produzione del genere mondo il messaggio finale del documentario è quello di mostrare come le usanze degli indigeni africane, considerate a pelle barbare dall’uomo occidentale, risultino in tutto e per tutto simili – e spesso persino meno biasimevoli – di quelle dello stesso uomo che si definisce civilizzato.


Commento:

Per fare degli esempi, ci viene mostrato come gli indigeni uccidano gli animali per cibarsene e noialtri pratichiamo la vivisezione per scopi scientifici alquanto dubbi; ci viene mostrato come gli indigeni modifichino il proprio corpo similmente ai propri antenati, per mezzo di rudimentali tatuaggi e tramite l’inserzione di piccoli oggetti sotto la pelle e noialtri ci sottoponiamo alla chirurgia estetica; ci viene mostrato nelle tribù indigene vi sia l’istituzione del giorno dell’amore nel quale le donne ballano per ore allo scopo di sedurre i loro uomini mentre noialtri, nelle nostre metropoli alienanti, abbiamo cinema e spettacolini a luci rosse; ci viene mostrato come loro uccidano un uomo che ha incendiato un villaggio per un antico rancore mai sopito e noialtri facciamo la guerra mutilando e massacrando persino bambini innocenti.

Addio Ultimo Uomo si caratterizza per la particolare cruenza delle immagini che trasmette. Ricordiamo soprattutto la sequenza in cui una tribù di guerrieri africani massacra un traditore prima ferendolo infilandogli una lancia nell’addome e poi recidendogli il pene (i Castiglioni lo spacciano come un filmato di repertorio, ma realisticamente è molto difficile che sia un vero snuff). Altre scene di violenza che ci vengono mostrate riguardano i combattimenti tra indigeni di villaggi vicini, nei quali i combattenti si feriscono a sangue con dei braccialetti formati da una doppia sega circolare, e i modi con cui gli indigeni modificano il corpo dei propri bambini praticandogli dei tagli nella pelle del viso con uncini e lamette.

Da sottolineare anche l’ultima scena del film, nella quale ci viene mostrato come un anziano della tribù, dopo la morte, viene spellato allo scopo di farlo ritornare bianco (come quando è nato) e il suo cadavere martoriato dalle lame viene sepolto. Come ogni mondo che si rispetti, anche in Addio Ultimo Uomo vi sono numerose scene scioccanti che mostrano uccisioni di animali: la più cruenta è senza dubbio quella che apre il documentario nella quale una tribù di indigeni fa a pezzi un enorme elefante, ma vengono anche mostrati sacrifici ed uccisioni di capre, cani, galline. Ma ci sono anche sequenze di estremo carattere splatter che riguardano l’uomo occidentale, in particolar modo quelle sulla guerra e sulla chirurgia plastica. Proprio per le numerose immagini scioccanti, Addio Ultimo Uomo può essere considerato a pieno diritto uno shockumentary (documentario con immagini shock).

Ovviamente, come non di rado in documentari di questo tipo, il fatto che la voce narrante che descrive le usanze selvagge degli indigeni le fa passare per bazzecole in confronto a quelle dell’uomo occidentale, rende inevitabilmente il documentario intero ipocrita e poco obiettivo. Ma a parte questo, poiché la validità di un documentario si deve valutare per forza di cosa soprattutto dalle immagini, si può affermare con certezza che Addio Ultimo Uomo è un prodotto ben filmato, che ha il merito indubbio di mostrare sequenze di non facile reperibilità e di grande interesse antropologico; in confronto a queste considerazioni positive, il fatto che dal punto di vista della critica sociale il prodotto non raggiunge appieno l’obiettivo prefissato passa in secondo piano.


Valutazione: 7.0

1 Commento

Archiviato in documentary, erotika, esotika, mondo, shockumentary

Una risposta a ““Addio Ultimo Uomo” (1978)

  1. carmelo

    L’ho già visto più o meno nel 1979, mi è piaciuto e vorrei rivederlo.
    Sono molto contento di averlo visto, lo consiglio ad altri.

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