“La notte che Evelyn uscì dalla tomba” (1971)


Il regista leccese Emilio Paolo Miraglia produsse, a cavallo tra gli anni sessanta e gli anni settanta, sei film; i suoi due lavori più famosi (La notte che Evelyn uscì dalla tomba, 1971; La dama rossa uccide sette volte, 1972) vennero considerati dalla critica del tempo innovativi perché mischiarono elementi del filone horror gotico, molto in voga negli anni sessanta, con elementi del più giovane filone giallo. Purtroppo questa operazione di collage non riuscì pienamente, e se La dama rossa uccide sette volte riesce almeno a conquistarsi un’ampia sufficienza, il primo esperimento (La notte che Evelyn uscì dalla tomba) fallì il bersaglio: esso si presenta infatti come una versione confusionaria di Il rosso segno della follia (Mario Bava, 1970), svuotata dell’elemento horror-sovrannaturale solo nella scena finale, che appare agli occhi dello spettatore più navigato in entrambi i generi immotivato ed implausibile, fatto unicamente per strizzare l’occhio alla nuova moda cinematografica di nicchia.


Trama:

Il nobile Lord inglese Alan Victor Cunningham (Anthony Steffen), ossessionato dal ricordo di Evelyn, la moglie defunta, uccide donne dai capelli rossi come i suoi, per il senso di colpa. Spesso lo affliggono dei flashback dalla memoria nei quali vede Evelyn tradirlo con un altro uomo nel parco della loro villa. Finalmente, ascoltando i consigli degli amici, dopo aver passato qualche tempo a soffrire di depressione ed alienazione, Alan conosce Susan (Erika Blanc), una ragazza dai capelli biondi, e decide di sposarla. Inizialmente le cose vanno bene, e Alan si impone di non pensare più alla sua vita passata.

Ma quando Susan, alzatasi di notte per prendere un bicchiere di latte ad Alan, vede in cucina una misteriosa donna dai capelli rossi l’incubo di Alan ricomincia. Da quel momento accadono nella villa fatti sovrannaturali e molti degli amici di Alan perdono la vita in circostanze misteriose. Quando poi Susan fa scoperchiare la tomba di Evelyn, mossa da un presagio funesto, trova la conferma alle sue paure: il cadavere di Evelyn è scomparso. I nervi di Alan si destabilizzano pesantemente e le sue crisi si fanno continue e sempre più violente, fino a che una particolarmente pesante lo mette fuori gioco. La pazzia di Alan viene certificata a livello clinico e gli amici di Alan rimasti in vita vengono convocati dal notaio che legge loro il testamento secondo il quale si spartiscono la sua eredità.

Si capisce che la “resurrezione” di Evelyn era in realtà una messa in scena delle persone a lui vicine, tra le quali la moglie Susan, la sorella Gladys (Marina Malfatti) e il migliore amico George (Enzo Tarascio). Nell’ultima scena Georg, dopo aver fatto fuori Gladys e Susan, crede di aver portato a termine il suo piano per mettere le mani sull’intero patrimonio, ma a sorpresa si scopre che il medico di Alan, il dott. Timberlane (Giacomo Rossi-Stuart) aveva fatto solo finta di internarlo per poi smascherare George. George, ormai in trappola, viene spinto dentro una piscina riempita con acido solforico, pagando così per le sue trame criminali.


Commento:

Come detto in precedenza, La notte che Evelyn uscì dalla tomba è un film qualitativamente inferiore alla sua fama e all’alone che lo circondò alla sua uscita. E’ infatti una pellicola di una lentezza sconvolgente, confusionaria e ha il demerito di non saper mischiare al meglio gli elementi a disposizione: sembra che il film per oltre un’ora sia un horror gotico in piena regola, con tanto di villa ottocentesca, strumenti di tortura, quadro dell’amata morta prematuramente, fantasma della medesima che esce dalla tomba e via dicendo; poi, improvvisamente, una vicenda già strampalata di sé viene resa ancora più implausibile nel tentativo di dargli un senso terreno (che tra l’altro si rivela il solito espediente trito e ritrito dell’eredità), finendo così per commettere l’errore di svalutare le poche scene horror decenti del film e di improvvisare delle macchinazioni impossibili anche per il giallo più ardito (l’amico George che si traveste da “cadavere dell’amata defunta” con tanto di maschera di gomma e guanti con disegnate delle mani di scheletro? va bene che il protagonista non è del tutto a posto con la testa, ma così mi sembra veramente troppo…).

Come se non bastasse Miraglia non riesce nemmeno a risollevare un po’ l’indice di gradimento generale per mezzo delle nudità facili delle attrici di cui dispone: questo espediente, che veniva spesso usato nei film del genere, fallisce completamente dal momento che i nudi femminili appaiono infatti il più delle volte buttati lì a caso tanto per compiacere lo spettatore, a cui si deve aggiungere il fatto che non presentino neanche un tasso di erotismo granché elevato. Ne consegue che La notte che Evelyn uscì dalla tomba cerca di andare in tre direzioni (horror gotico, giallo, erotismo) non riuscendo alla fine a risultare credibile in nessuna delle tre.

Come affermato nell’introduzione, La notte che Evelyn uscì dalla tomba ricorda da molto vicino Il rosso segno della follia di Bava. Innumerevoli i punti di contatto: il protagonista ricco e folle che uccide giovani donne per un senso di colpa che nasce da un trauma del passato; il ritratto della donna da cui il trauma nacque; l’uccisione della moglie; il ritorno del fantasma della moglie; la degenerazione della pazzia e dell’alienazione del protagonista, e così via. Ma se nel film di Bava tutti questi elementi avevano un senso ed erano legati tra loro in maniera discreta, lo stesso purtroppo non si può dire di La notte che Evelyn uscì dalla tomba, non solo per colpa della narrazione confusa e lenta  (che oltre ai dialoghi imbarazzanti è il maggiore problema della pellicola) ma anche a causa di una conclusione azzardata, senza senso, gratuita, evitabilissima.

Insomma, in conclusione: il film è noioso e confuso, la paura non si percepisce minimamente, i meccanismi tipici del giallo all’italiana sono sgangherati e illogici, i nudi sono inferiori alle aspettative (con delle attrici così in forma era lecito aspettarsi di meglio), il sangue e la violenza sono ridotti, le interpretazioni degli attori sono tutto fuorché brillanti, i dialoghi sono ripetitivi e scontati… si salva solo la fotografia che volendo è anche superiore alla media (sicuramente anch’essa influenzata da Bava), ma – ahimè – un critico non può giudicare un film solo in base a quella. Nei filoni che vorrebbe seguire c’è molto di meglio (in tutte e tre: horror gotico, giallo all’italiana, erotico), se proprio volete vedere un Miraglia d’annata andate perlomeno su La dama rossa uccide sette volte, che non sarà un capolavoro ma si lascia vedere un po’ di più (pur mantenendo molti difetti di questo primo tentativo).


Curiosità (Wikipedia):

  • Stephen King, il noto scrittore horror, nel suo saggio cinematografico “Danse Macabre” liquidò il film di Miraglia in poche righe con una nota negativa a piè pagina.
  • Le targhe delle auto che si vedono nel film sono Inglesi, ma il film venne interamente girato in Veneto.
  • Il Castello di Lord Alan Victor Cunningham, nella realtà Villa Porto Colleoni, è una delle costruzioni tipiche dell’architettura Palladiana.
  • Nei cinema italiani, per sponsorizzare l’uscita del film, vennero distribuiti pop-corn di colore rosso.

Video:

Trailer del film.


Valutazione: 5.3

3 commenti

Archiviato in erotika, gothic, horror, italian giallo, mystery, psychological thriller

3 risposte a ““La notte che Evelyn uscì dalla tomba” (1971)

  1. francesco

    Salve scusate ma ci sono delle grosse inesatezze .1) Alan si sposa con Gladys(che non è sua sorella) e non con Susan 2) george è suo cugino 3) Alan cerca di uccidere tutte le donne con i capelli rossi non per senso di colpa,ma perchè gli ricordavano la moglie e lui avrebbe voluto fare lo stesso con lei che lo aveva tradito, pur sentendosi in colpa perchè lei era morta nel dargli un erede.

  2. PS Hai dimenticato una cosa fondamentale, musica del grande Bruno Nicolai, una tra le migliori!!!

    —————————————–

    GialloMusica – If you love soundtracks, crime, jazz, vintage, old, thriller and music about GIALLO ITALIAN movies take a look here…
    Music, film, posters, books, webzines, blog…
    Also on :

    ————————————————
    GialloMusica – Si te gusta la banda sonora, el crimen, jazz, vintage, viejo, el thriller y la música de cine GIALLO ITALIANO miren aquí …
    Música, películas, carteles, libros, webzines, blog …
    Tambièn en:
    Also on :

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...