“Gola profonda nera” (1976)


Gola profonda nera è un film del 1976 diretto dal regista romano Guido Zurli; si tratta della sua prima pellicola erotica. Il titolo altro non è che uno specchietto per le allodole: il film non è legato in nessuna maniera a Deep throat di Gerard Damiano (1972), né presenta in nessuna scena quanto promesso dal titolo. 


Trama:

La giornalista di colore Claudine (Ajita Wilson), svolgendo un’inchiesta per il giornale per cui lavora, scopre che il famoso attore José Depardieu (Ivano Staccioli) è solito organizzare festini – a cui partecipano pure ministri e parlamentari – nei quali gira droga e si pratica sesso occasionale con ragazzine minorenni. Claudine però soffre di crisi improvvise dovute al ricordo di un trauma che subì da bambina, quando trovò la madre in compagnia di un bianco, che tentò di violentarla e al quale sparò; durante questi momenti ella diventa ninfomane e si concede al primo che incontra.

Nelle sue indagini, Claudine si imbatte in un uomo che le mostra sua figlia, una ragazzina minorenne che è stata drogata da Depardieu e i suoi ospiti con gravissimi danni per il suo sistema nervoso. La giornalista scopre che alla base del giro di prostituzione minorile c’è un maneggio, al quale si reca e conosce Francoise (Agnes Kalpagos), con la quale inizia una relazione sessuale e grazie alla quale viene introdotta nella villa di Depardieu. Qui scatta delle foto compromettenti che vedono uomini e donne dell’alta società in comportamenti molto discutibili.

Claudine vorrebbe fondare il suo scandalo su quelle foto, ma viene a conoscenza del fatto che lei stessa è stata pedinata e fotografata dagli uomini di Depardieu, che ora la tengono in pugno e la ricattano. La sua collega Angelica (Patrizia Webley) fa infatti il doppio gioco, fingendosi sua amica ma contemporaneamente informando Depardieu delle informazioni in possesso di Claudine. Alla fine Claudine ritorna nella villa di Depardieu, dove viene drogata, incappucciata e fatta sbranare da una belva feroce (o almeno così si intuisce dal finale non mostrato esplicitamente).


Commento:

Gola profonda nera probabilmente doveva essere, nella mente di Guido Zurli, un tentativo di emulazione della fortunata serie di Joe D’Amato con protagonista l’avvenente “Emanuelle nera” (interpretata da Laura Gemser). Il risultato è alquanto scarso, a partire dalla protagonista, che è in realtà un transessuale (il primo nella storia del cinema ad apparire in un film), per di più proveniente da produzioni hardcore. Zurli, che nella sua carriera ha cambiato spesso generi – spaghetti-western, horror, film d’avventura e di spionaggio – senza mai trovare una reale ispirazione, non è in grado di far fruttare il materiale a sua disposizione (una trama intrigante scritta insieme a Vito Bruschini, una guest-star quantomeno curiosa) e realizza un film scialbo e senza scene particolarmente riuscite.

Zurli, nonostante il plot suggerisca un intento (in realtà alquanto blando) di denuncia sociale, punta più che altro sull’erotismo, concentrando su Ajita Wilson tutto il peso della pellicola, facendola andare a letto ogni scena con qualcuno di diverso (si contano due donne e quattro uomini); ma anche le scene di sesso (tra cui anche una masturbazione lasciata intuire allo spettatore) sono macchinose e tutt’altro che sexy, e così Gola profonda nera naufraga nell’oblio più totale. La fotografia è molto scura e anch’essa modesta, la colonna sonora – molto ripetitiva e molto anni settanta – è di Alberto Baldan.

In poche parole, Gola profonda nera si risolve in una serie di dialoghi e situazioni trash (recitati da attori tutt’altro che validi) che concedono a questo film l’unica magra consolazione di poter quantomeno essere considerato un cult misconosciuto dell’italian trash. Ma la qualità – anche nel genere erotico di serie b – si trova da ben altra parte. Consigliato solo agli amanti del trash erotico che siano disposti a sorvolare sull’effettiva qualità artistica.


Valutazione: 4.5

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