“Emanuelle e Francoise – Le sorelline” (1975)


Emanuelle e Françoise – Le sorelline è un film del 1975, diretto da Joe D’Amato (Aristide Massaccesi) e Bruno Mattei (non accreditato). Il film è una sorta di remake di un film greco in bianco e nero (La calda vendetta del sesso, 1968) che i due registi volevano importare in Italia, ma che non aveva superato il visto-censura.


Trama:

Françoise (Patrizia Gori) è una giovane ed ingenua ragazza che abita col fidanzato Carlo (George Eastman), un fannullone dedito al gioco d’azzardo e perennemente in cerca di soldi. Gravato da numerosi debiti, obbliga la ragazza a prostituirsi con i suoi creditori. Quando Françoise scopre che Carlo la tradisce anche, stanca delle umiliazioni subite, si suicida gettandosi sotto un treno.

La sorella Emanuelle (Rose Marie Lindt), saputo della tragica morte di Françoise, escogita un piano per vendicarla. A più riprese incontra e seduce Carlo, fino a quando lo convince a seguirla nella sua abitazione. Qui Emanuelle lo droga, gli fa perdere i sensi e lo lega con delle catene in una stanza segreta (all’apparenza solo uno specchio), che si chiude solo per mezzo di un congegno sistemato all’esterno. Emanuelle tiene segregato Carlo e lo costringe ad assistere a spogliarelli e ai suoi accoppiamenti sessuali (ora con un meccanico, ora con delle donne, tra cui una ragazza che Carlo frequentava).

Sotto l’effetto delle droghe Carlo ha delle terribili allucinazioni: durante una cena organizzata da Emanuelle vede la sua carnefice e i suoi convitati come un gruppo famelico di cannibali e ninfomani; poi assiste ad una scena di stupro prima ai danni di Emanuelle e poi ai suoi. In un’ennesima allucinazione Carlo immagina di uccidere Emanuelle a colpi d’ascia.

Emanuelle finalmente dichiara a Carlo di essere la sorella di Françoise e di aver organizzato tutto ciò per vendicarla. Quindi, dopo avergli rilevato che lo vuole lasciare in vita ma in modo che non possa più far del male alle ragazze indifese, tenta di evirarlo con un bisturi. Ma Carlo si libera, insegue la donna e la uccide a colpi d’ascia, come nell’allucinazione. Poco dopo la polizia, chiamata dai vicini, arriva sul luogo del delitto e scopre il cadavere. Carlo si nasconde nella stanza che era la sua cella. Un agente senza volerlo aziona il congegno elettronico e Carlo rimane imprigionato per sempre nella stanza, dove urla invano.


Commento:

Pur non essendo uno dei film più rilevanti della carriera di Joe D’Amato, Emanuelle e Françoise – Le sorelline presenta più di un motivo di interesse per i cinefili di genere e per i fans dell’Aristide nazionale. Innanzitutto si tratta del primo film erotico diretto dal regista, che poi si farà un nome nel genere grazie all’infinita serie di Emanuelle nera, interpretata da Laura Gemser (con la saga in questione però il film non c’entra nulla, visto che l’Emanuelle di questo film è bianca ed è interpretata da Rose Marie Lindt).

Inoltre il film presenta anche alcune scene splatter (l’allucinazione cannibalica – scena che al giorno d’oggi sarebbe impensabile – e quella dell’assassinio con mannaia, scena poi ripetuta nel finale vero e proprio) di estremo interesse, che fungono da spia di quello che D’Amato avrebbe realizzato da lì a qualche anno (un titolo su tutti l’horror-splatter Antropophagus, guarda caso con la partecipazione di George Eastman, presente anche nel cast di questo film).

Emanuelle e Françoise – Le sorelline è difficilmente inquadrabile in un solo genere, presentando una trama essenzialmente drammatica indurita però nella seconda parte di film dai tipici tratti horror-thriller del revenge-movie; il tutto condito in questo caso da un elevatissimo tasso erotico, che si trova soprattutto nelle scene con la Lindt (sfortunatamente la Gori si limita ad impersonare la vittima sacrificale della situazione e quindi non la vediamo più di tanto in scene ad alto tasso erotico).

In definitiva, sebbene da una parte Emanuelle e Françoise – Le sorelline presenti grosse carenze artistiche (i dialoghi sono risibili, la fotografia piuttosto statica, le musiche ripetitive), dall’altra riesce a raggiungere un buon livello d’interesse (soprattutto per gli amanti del cinema italiano di serie b) grazie ad un plot insolito, tipico delle pellicole exploitation, e ad alcune scene memorabili (le allucinazioni di Carlo e l’omicidio conclusivo); doveroso per i fans del Massaccesi più noto reperire al più presto questo titolo da cui inizia praticamente la parte più significativa della sua carriera da regista.


Valutazione: 62/100


Film collegati:

Influenze:

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Film simili:

I spit on your grave (1978)


1 Commento

Archiviato in drama, erotika, exploitation, horror, rape and revenge, thriller

Una risposta a ““Emanuelle e Francoise – Le sorelline” (1975)

  1. cinzia

    più che altro l’ho trovato veramente triste come trama che tratta i più drammatici aspetti della vita,la recitazione e laregia…beh lasciamo perdere

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