“Roma violenta” (1975)


Roma violenta (conosciuto all’estero come Violent Rome o Violent city) è un film del 1975, diretto da Marino Girolami. Si tratta di uno dei poliziotteschi più esplicativi del genere, nonché di quello che incassò più soldi nei botteghini (oltre 2 miliardi di lire). Fu il primo film del genere in cui comparì Maurizio Merli, nella parte del “commissario di ferro” che poi fece sua anche in altri numerosi film del genere (Roma a mano armata, Napoli violenta, Il cinico, l’infame, il violento e Da Corleone a Brooklyn).


Trama:

A Roma imperia la microcriminalità e la violenza: scippi, rapine, aggressioni la fanno da padroni. Il commissario Betti (Maurizio Merli) cerca di arginare come può il fenomeno con i suoi metodi duri e spesso sopra le righe, che gli costano talvolta la disapprovazione dei colleghi. Quando, dopo un lungo inseguimento automobilistico, Betti fredda il Chiodo, criminale che aveva appena ucciso tre bambini e ferito gravemente il collega Biondi (Ray Lovelock) del commissario, Betti viene costretto a dare le dimissioni dal corpo di polizia.

Ma la sua sete di giustizia non avrà freno. Betti viene infatti chiamato dall’avvocato Sartori (Richard Conte) che lo invita ad entrare a far parte di una sorta di ronda di vigilantes che, pur non essendo un corpo istituzionale, ha come obiettivo quello di mantenere l’ordine in città. Betti accetta e con la banda riesce a scovare e punire molti criminali, molti dei quali vengono colti in flagrante e costretti a rinunciare al loro bottino. Betti punisce anche alcuni malviventi che poco prima aveva pestato a sangue Biondi già ridotto sulla sedie a rotelle dal Chiodo; nello scontro Betti, cieco di rabbia, uccide gli aggressori. Alla fine però sarà proprio Betti a essere freddato da una sparatoria partita da un’auto in corsa.


Commento:

Roma violenta si può considerare come uno degli archetipi del poliziesco all’italiana, nonché come uno dei migliori film del genere che non si avvalga della presenza dell’attore più importante del filone, Tomas Milian. Pur non avendo un nemico “grosso” all’altezza, grazie a questo film Maurizio Merli conquista grande importanza agli occhi degli appassionati del genere nella parte del commissario intransigente e giustizialista, tanto è vero che da questo momento il suo soprannome sarà “il commissario di ferro”. Per la parte del commissario Betti, Girolami si ispirò al commissario di La polizia incrimina, la legge assolve (1973), tanto è vero che Merli fu obbligato a farsi crescere quei baffi che poi diventeranno il suo marchio di fabbrica. Merli reciterà ancora una parte simile l’anno seguente, nel bellissimo Roma a mano armata di Umberto Lenzi, film sotto molti punti di vista anche migliore di Roma violenta.

Il film all’uscita fu accusa di apologia del fascismo ed eccessiva violenza. In effetti, diversamente da altri film del filone, in Roma violenta la sete di violenza e di vendetta del commissario Betti contro i criminali non è nemmeno malcelata: egli fredda come se nulla fosse diversi malviventi lungo tutta la durata della pellicola, senza alcun rimorso. Il film fu anche criticato perché una situazione tale di violenza incontrollata e microcriminalità nella Roma di quel periodo non c’era affatto, ma d’altra parte un po’ tutti i film di questo genere si fondano su situazioni estreme che naturalmente non trovavano un raffronto concreto nella cronaca dei tempi. Il film comunque uscì nelle sale vietato ai minori di 14 anni.

Alcune scene del film rimangono in ogni caso memorabili e si riveleranno con il passare degli anni di grande ispirazione per i film poliziotteschi che seguirono: oltre a tutti i corpo a corpo che vedono protagonista il violentissimo commissario Betti, vale la pena ricordare il lunghissimo inseguimento (ben 10 minuti) tra lo stesso Betti e il Chiodo, la home invasion con conseguente stupro ai danni della figlia dell’avvocato Sartori (una specie di rifacimento della famosissima scena di A Clockwork Orange di Stanley Kubrick, 1971) e la scena in cui un agente in borghese travestito da vecchietta mena a suon di calci e pugni uno scippatore.


Video:
Trailer danese del film.


Valutazione: 72/100


Film collegati:

Influenze:

Film ispirati:

Film simili:

La polizia incrimina, la legge assolve (1973)

La banda del Gobbo (1977)

Roma a mano armata (1976)

Napoli violenta (1976)


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