“Amore Libero – Free Love” (1974)


Amore Libero – Free Love è un film di Pier Ludovico Pavoni del 1974. Considerando la location esotica e il contenuto erotico della pellicola, il film si può catalogare nel filone esotiko-erotiko degli anni settanta. Inoltre la presenza di Laura Gemser nella parte di Janine, l’attrice principale lo rende una specie di anticipazione della serie di Emanuelle nera, interpretata dalla medesima e diretta da Joe D’Amato.


Trama:

L’ingegner Francesco Ferrero (Enzo Bottesini) viene inviato sull’isola Smeraldo, dove deve venir aperta una miniera d’argento. Ferrero è inviato eccezionalmente dopo la scomparsa dell’ingegner Maestrelli, suo collega, apparentemente sparito nel nulla. Viene accolto da Chaval (Venantino Venantini), uno strano tipo che gli offre ospitalità. Quindi inizia il suo lavoro, o almeno ci prova, perché oltre alle distrazioni provocate dalle donne locali, e dalla bella Janine (Laura Gemser) in particolare, che hanno l’abitudine di fare il bagno nude, iniziano vari contrattempi che rallentano il suo lavoro.

Francesco si innamora di Janine, la quale fa l’amore con lui e gli rivela che Maestrelli è scappato con sua sorella su un’altra isola e ha trovato la felicità. Con il passare dei giorni i lavori per la miniera si bloccano con la rottura “accidentale” di strumenti indispensabili. Nonostante nell’isola sembri regnare solo la felicità, Janine scompare lasciando solo Ferrero; egli però si consola con Katia (Olga Bisera). Ferrero trova nel mare una bottiglia contenente una lettera che aveva ordinato di spedire a Milano e che in realtà non era mai stata inviata, quindi litiga con Chaval. E’ ormai chiaro che nell’isola gli abitanti stanno facendo di tutto per rallentare i lavori della miniera.

Arriva Natale, e il curato dell’isola (Ugo Cardea) celebra la funzione, che però è assai strana e diversa da quella cattolica (vengono anche crocifissi dei pipistrelli). Il prete sembra ossessionato dal male e dal peccato, e di ciò parla spesso a Ferrero dicendogli che anche l’isola  Smeraldo, apparentemente un paradiso terrestre, non ne è immune. Su di essa sembra incombere un’oscura presenza, ed anche Ferrero ha dei sentori. Katia gli rivela che sull’isola si pratica la magia nera, e che Chaval è uno dei più abili stregoni del luogo; aggiunge che Chaval è ossessionato da Janine perché vede in lei la purezza selvaggia dell’isola.

Janine intanto è ritornato sull’isola ma ora fa l’amore con un indigeno e non frequenta più Ferrero, che continua a vedere Katia. Ferrero parla ancora con il prete, che gli dice che Maestrelli è scappato su un’altra isola alla ricerca di “qualcosa che sull’isola Smeraldo non c’è più” e parla dell’isola stessa come un luogo sempre meno felice; nelle sue parole Ferrero legge grande malinconia e disillusione. Ferrero finge di andarsene, ma poi rimane ed assiste di nascosto ad un rito di magia nera in cui le donne dell’isola (compresa Katia) danzano possedute dall’estasi mistica. Ferrero si accorge appena in tempo che Chaval ha rapito Janine e vuole sacrificarla; dopo averla salvata, salpa con lei verso un’altra isola.


Commento:

Amore Libero – Free Love (uscito in tutto il mondo con questo duplice titolo, metà italiano e metà inglese) è il classico esotic-erotic movie anni settanta diretto da un regista italiano, e quindi lo spettatore nell’appropinquarsi alla sua visione deve già immaginare le solite location tropicali mozzafiato, sole perenne, bellezze dalla pelle scura che concedono di buon grado i propri nudi alla mpd e un pizzico di avventura. In questo film l’elemento avventuroso si mischia anche ad una piccola dose di mistero/horror nel finale, quando Ferrero si rende conto che Chaval intende sacrificare con un rito di magia nera la bella isolana Janine per salvaguardare la purezza dell’isola, insidiata dai lavori nelle miniere di argento a cura dell’ingegnere stesso.

Proprio gli ultimi minuti della pellicola, con questa serie di elementi in qualche modo anche atipici nel filone esotico, si rivelano i migliori; per la prima ora la pellicola avanza un po’ lentamente, con i soliti grandangoli per permettere allo spettatore di ammirare il panorama ed i toni spensierati tipici del genere esotico-erotico, impreziositi ovviamente dalle classiche scene di nudo (le ragazze indigene che fanno il bagno e scherzano con il protagonista, la Gemser che lo seduce e consuma con lui l’atto sessuale, l’entrata in scena di una seconda bellezza forse anche più disinibita della Gemser e via dicendo).

Il film soffre un po’ la piattezza della prima parte: quindi il grado di intrattenimento del film dipende per lo più dai gusti dello spettatore, da ciò deriva che un’appassionato del genere esotico-erotico potrebbe amare Amore Libero – Free Love alla follia, accontentandosi ampiamente di quanto viene mostrato nella prima parte della pellicola. Il film ricorda tantissimo Bora Bora (Ugo Liberatore, 1968) e Il Dio Serpente (Piero Vivarelli, 1970): vi si ritrovano tutte le stesse caratteristiche (la location esotica, l’arrivo di una persona occidentale , l’innamoramento per una bellezza indigena, e in due su tre anche la magia nera).

Ma soprattutto, dal film di Vivarelli, Pavoni riprende qui una riflessione di fondo a proposito della purezza selvaggia dell’isola tropicale dove la vicenda si svolge e sui suoi riflessi sui comportamenti e lo stile di vita degli indigeni. Come Vivarelli, Pavoni sposa l’assioma che la purezza della vita e la felicità spensierata si possa trovare solo in parasisi esotici come l’isola Smeraldo, poiché essi sono ancora incontaminati dalla grettezza e dall’avidità economica occidentale (Janine chiede a Ferrero cosa sia la carriera e la sete di successo poiché sull’isola nessuno lo sa). Pavoni ci aggiunge però una certa malinconia di fondo, come se anche in questi paradisi perduti la felicità sia destinata a spegnersi a poco a poco: si veda l’esempio del prete, ormai disilluso e nostalgico verso una serenità passata che sta andando via via macchiandosi di fronte all’avanzata degli occidentali che giungono sull’isola.

Amore Libero – Free Love si avvale delle musiche di Fabio Frizzi, che sono ora piacevoli e spensierate, impreziosite da cori simil-esotici, ora ossessive ed esoteriche (in una sequenza psichedelica e nel finale); anche le musiche dunque aiutano lo spettatore ad entrare nel clima del film e a renderne la visione più interessante. In definitiva Amore Libero – Free Love è una visione obbligata unicamente per gli amanti del filone esotico-erotico ed in particolare per i fans di Laura Gemser, sempre bellissima, che qui esordisce nel mondo del cinema (e nel genere che la renderà famosa) anticipando di qualche anno la fortunata saga di Emanuelle nera; potrebbe piacere anche a spettatori che non masticano il genere, a patto però che questi sappiano scendere a compromessi con la visione accettandone i ritmi e le particolari tematiche.


Video:
Immagini della Gemser tratte dal film.


Valutazione: 62/100


Film collegati:

Influenze:

Film ispirati:

Film simili:

Bora Bora (1968)

Il Dio Serpente (1970)

Emanuelle nera (1975)

Emanuelle nera – Orient Reportage (1976)

Emanuelle in America (1976)

Emanuelle: perché violenza alle donne? (1977)

Emanuelle e gli ultimi cannibali (1977)

La via della prostituzione (1978)


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