“The Lickerish Quartet” (1970)


The Lickerish Quartet (conosciuto in Italia con il titolo Esotika Erotika Psicotika) è un film del 1970, diretto da uno dei maestri del soft-core sperimentale, Radley Metgzer, già autore negli anni precedenti di film come Therese and Isabelle (1968) e Camille (1969). Il suo film del 1970 è considerato una delle perle del filone erotico di fine anni sessanta – inizio anni settanta per così dire misconosciuto al grande pubblico. Una curiosità: tra i fans del film (e del regista) c’era anche un certo Andy Warhol…


Trama:

In un castello settecentesco una coppia facoltosa (Frank Wolff e Erika Remberg) guardano un film porno nel quale viene presentato il mondo sessuali da diverse angolazioni (rapporti eterosessuali e lesbici, orali e sadomasochisti); con loro c’è anche il figlio (Paolo Turco), che trova la proiezione disgustosa e se ne dissocia. La sera seguente i tre si recano ad una specie di circo dove assistono ad uno spettacolo di motociclisti spericolati: una di loro (Silvana Venturelli) è in tutto e per tutto identica alla bellissima protagonista del film visto dalla coppia nel proprio castello, se non fosse per il fatto che i suoi capelli sono castani anziché biondi. Comunque le parlano e la convincono a tornare a casa con loro.

Giunti al castello, la coppia mostra alla ragazza il filmato visto la sera prima: la somiglianza tra l’attrice e la ragazza è evidente, ma lei nega caparbiamente di essere lei quella nel video. Comunque nei giorni successivi la ragazza seduce uno dopo l’altro tutti gli abitanti del castello: prima il marito nella futuristica biblioteca del castello, poi il figlio sui prati circostanti e infine la moglie nella sala delle proiezioni. Ma non tutto torna: come mai la coppia e il figlio si rivedono nelle immagini del filmato con la bella ragazza? Alla fine della visione vediamo il gruppo di attori del filmato guardare una proiezione in cui si vede la coppia e il loro figlio compiere i loro stessi gesti del filmato che apre il film e fanno gli stessi identici commenti della coppia.


Commento:

The Lickerish Quartet fa parte di quel filone erotico sperimentale sconosciuto ai più e amato per lo più dai sostenitori della art house. Il film inizia come un normale erotico – exploitation del periodo, per poi evolversi in maniera enigmatica e repentina e concludersi in un turbine caledoscopico per mezzo del quale lo spettatore viene disorientato. Alla fine della visione infatti viene alla mente un certo tipo di fare cinema à la Antonioni (Blow-up), che culmina con l’interrogativo su cosa sia reale o meno di quanto mostrato nella pellicola. Il film quindi si conclude in modo ciclico, riprendendo il filmato che apre il film ed invertendo i ruoli di protagonisti e spettatori. Per quanto l’idea sia interessante c’è da rilevare che effettivamente la realizzazione è piuttosto confusa.

Il motivo di maggiore interesse del film è la presenza della bellissima Silvana Antonelli, che compare prima nel filmato a luci rosse proiettato dalla coppia nel proprio castello e poi nel circo itinerante e successivamente nel castello stesso, su invito della coppia. Alcune scene sono davvero ben riuscite, e la migliore è senza dubbio quella in cui il marito si apparta con la ragazza all’interno di una biblioteca futurista in cui i due consumano l’atto sessuale. Tra le altre cose risalta la bellissima fotografia, dotata di una grazia stilistica inarrivabile e di un innegabile fascino anni sessanta – settanta. Molto buona anche la colonna sonora di Stelvio Cipriani (accreditato curiosamente come “Stephen Cipriani”).

Tutto il film è pervaso da una strana atmosfera psichedelica per la quale non si capisce cosa sia reale e cosa sia finzione. Meztger gioca con lo spettatore come il gatto con il topo e, tra le altre cose, abbozza anche riflessioni sperimentali sul meta-cinema (ci sono spettatori su almeno quattro livelli: lo spettatore vero e proprio, la coppia che vede il filmato, gli attori che vedono il filmato interpretato dalla coppia e infine i protagonisti del film che spiano i copulamenti l’uno dell’altro). In The Lickerish Quartet dunque la realtà si mescola alla finzione, e la vita si lega indissolubilmente all’arte al punto da non poter essere considerata reale senza di essa.

All’uscita nelle sale The Lickerish Quartet venne (comprensibilmente) accusato da una parte della critica di essere smaccatamente presuntuoso, oltre a puntare tutto sull’immagine e sullo stile cinematografico (nonché su una buona dose di exploitation) più che sul contenuto, a detta loro pressoché inesistente. In effetti la visione del film è consigliabile solo a spettatori amanti del weird e dell’esperimento cinematografico-artistico-narrativo (anche fine a se stesso) e agli amanti del genere erotico soft-core di fine anni sessanta – inizio anni settanta. Decisamente non per tutti.


Video:
Trailer del film.


Valutazione: 67/100


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