“Baba Yaga” (1973)


Baba Yaga è un film del 1973, diretto da Corrado Farina e liberamente ispirato alla Valentina di Guido Crepax. Il film è girato a Milano, di cui si possono ammirare molti interessanti anfratti (per lo più di zona Duomo – Ticinese – Navigli).


Trama:

La giovane fotografa Valentina (Isabelle de Funes), tornando a casa una sera, rischia di essere investita da una grossa auto scura: da questa scende una bizzarra signora di mezza età (Carroll Baker) che si offre di riaccompagnarla a casa. Durante il tragitto la donna dice di chiamarsi Baba Yaga e promette a Valentina che l’indomani verrà a trovarla. E infatti il giorno seguente, mentre è impegnata in uno shooting, Baba Yaga bussa alla porta di Valentina. Entrata, tocca la sua macchina fotografica e se ne va, dopo aver lasciato alla ragazza il suo indirizzo.

Il giorno dopo Valentina, spinta da un’indefinibile curiosità, va a far visita alla donna: nota che nel suo appartamento c’è un buco nel pavimento che sembra essere senza fondo. La sua attenzione è inoltre attirata da Annette, una singolare bambola “vestita” unicamente da lacci di pelle nera, borchie e catene; Baba Yaga, vedendola incuriosita, gliela regala. Più tardi, mentre Valentina sta scattando delle foto ad una sua modella, avviene un black out: nel lasso di tempo che la casa è al buio la bambola si anima e con uno spillone ferisce la modella.

Valentina non se ne accorge subito, ma lo scopre solo successivamente sviluppando e stampando le foto. Spaventata, racconta tutta al fidanzato Arno (George Eastman), che però sembra molto dubbioso su quanto Valentina dice. Valentina comunque è scossa è fa continuamente degli incubi in cui Baba Yaga la perseguita. Decide di andare ancora a casa della donna, e qui trova, oltre alla padrona di casa, anche Annette divenuta ora una donna in carne ed ossa (Ely Galleani). Valentina respinge le avances lesbiche di Baba Yaga e questa per punizione la fa incatenare da Annette che poi la copre di scudisciate.

Solo il provvidenziale intervento di Arno salva Valentina: egli riesce a spingere Baba Yaga nel baratro nel pavimento, mentre Annette viene colpita e ritorna bambola (rotta). Intanto dei vicini, infastiditi dal baccano, hanno chiamato la polizia: gli agenti entrano nella casa di Baba Yaga insieme ad alcuni condomini che dicono che quell’appartamento è disabitato da tempo e non ci ha vissuto nessuna donna di recente. Valentina quindi rimane della sua idea che Baba Yaga fosse una strega.


Commento:

Baba Yaga è un film più unico che raro nel panorama italiano e non degli anni settanta. Corrado Farina, più noto per il politic-horror Hanno cambiato faccia (1971), attinge al genio dell’illustratore e fumettista Crepax e pone la sua Valentina come protagonista di una pellicola bizzarra a metà tra l’horror , il fantasy e il genere erotico. Non mancano anche delle riflessioni di critica socio-politica, ma appaiono perlopiù fuori luogo e poco credibili. Molto netto l’elemento exploitation: Farina non perde l’occasione per mostrare le sue belle attrici nude (la protagonista, ma anche le sue modelle, la bambola Annette e persino l’ormai 42enne Carroll Baker) e nella scena cardine del film unisce persino l’elemento erotico alla violenza grazie al sadomasochismo (Annette che frusta una Valentina nuda ed incatenata).

Tuttavia il film in quanto a trama e sceneggiatura non presenta particolari meriti: il soggetto è scontato e male costruito (Farina ci mette dentro un po’ tutto: streghe, fotografi e modelle, hippies e capitalisti), la sceneggiatura piena di frasi sentite mille volte e battute trash al limite dell’ascoltabile; solo prendendo il film alla leggera questo può apparire abbastanza divertente. Il punto forte della pellicola è senza dubbio la veste grafica: la splendida fotografia pop art valorizzata da un sapiente uso della mpd riesce in qualche modo a rendere quasi piacevole la visione e ad alleviare un poco la noia e la mediocrità del prodotto.

Nel cast si distingue Isabelle de Funes, che è perfetta nei panni di Valentina (occhioni sgranati, non indossa il reggiseno e gira spesso con le tette al vento). George Eastman, spesso “cattivo” della situazione, qui è un simpatico regista underground che ogni tanto gira qualche pubblicità di qualche multinazionale per arrotondare il lunario. Carroll Baker, ormai over-quaranta, ha già perso la sua sensualità che ne aveva decretato la fortuna nei decenni precedenti e anche a livello di recitazione non sembra messa benissimo (troppo enfatica e statuaria). Tra i cammei degni di nota si segnala Franco Battiato nella parte di un santone in lunga tunica bianca con tanto di croce celtica (!) e il regista Corrado Farina nella parte di un ufficiale nazista in uno dei sogni perversi della protagonista.

In definita, Baba Yaga non è affatto – per usare un eufemismo – un film imperdibile. Potrebbe risultare piacevole solo grazie alla fotografia e a qualche nudo abbastanza artistico, a patto però che – come detto – lo spettatore accetti di mettere da parte il contenuto della pellicola, che appare mediocre e carente sotto molti punti di vista. Potrebbe piacere agli amanti del fumetto soft-erotico italiano anni settanta nonché agli amanti delle atmosfere sixties un po’ pop art e un po’ psichedeliche.


Video:
Trailer del film.


Valutazione: 57/100


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