“The Haunting” (1963)


“He who walks here, walks alone”

The Haunting (conosciuto in Italia con il titolo Gli Invasati) è un film di Robert Wise uscito nel 1963. E’ considerato uno dei film horror più spaventosi di sempre, nonché il film di case infestate per antonomasia. Dal punto di vista soggettivo della protagonista, interpretata da una Julie Harris in stato di grazie, il film si può ricondurre anche al filone del thriller psicologico poi interpretato al meglio da Roman Polanski, che si ispirò a The Haunting per la realizzazione di alcuni dei suoi film migliori.


Trama:

Da quando è stata costruita, 90 anni fa, fino ad oggi Hill House, la dimora dei Crain, si è costruita una sinistra fama. Qui sono morte in modo violento e non chiaro le due mogli del proprietario. Vi è invecchiata, senza mai lasciare la camera dei bambini, la figlia Abigail. E’ stata trovata impiccata la giovane governante di quest’ultima, che aveva ereditato la magione. Villa Crain presenta pareti senza angoli retti e accessi sbilenchi; si dice che i tra i suoi meandri accadano fenomeni paranormali che hanno a che fare con la morte dei suoi proprietari passati.

L’antropologo John Markway (Richard Johnson) si reca a Villa Crain per compiere delle ricerche. Invita con lui due donne di comprovata iper-sensitività nei confronti del preter-naturale, Eleanor (Julie Harris) e Theodora (Claire Bloom), e lo scettico Luke (Russ Tamblyn), futuro erede della proprietà. Già dal primo giorno, il quartetto diviene testimone di fenomeni di difficile spiegazione: tonfi cadenzati e vibrazioni delle pareti, pianti, lamenti, passi, sibili, correnti d’aria gelata. La più scossa è l’impacciata Eleanor, perennemente afflitta da un senso di colpa per la morte della madre alla quale, dopo anni di assistenza, aveva fatto mancare il soccorso nel momento fatale. Quest’ultima una notte stringe una mano credendo fosse quella di Theodora, ma poi quando accende la luce si accorge che la medesima è a diversi metri di distanza da lei.

Dopo un po’ Markway viene raggiunto anche dalla moglie, una donna scettica che non crede nel paranormale. Eleanor impazzisce e sale la ripida e pericolante scala a chiocciola alla cui cima la governante si impiccò. Giunta all’apice dell’altezza, improvvisamente una botola sul soffitto si apre e compare un volto che terrorizza la ragazza. Gli altri, vedendola delirante, decidono di rimandarla a casa, maa lei non vuole recidere il legame stabilito con Villa Crain. Approfittando di un attimo di disattenzione generale, mette in moto l’auto e corre follemente per il parco della villa, finendo alla fine contro un albero, lo stesso contro cui era finita la carrozza della prima moglie di Crain, morendo.

Un attimo prima dell’impatto mortale, Eleanor è stata distratta da una figura di donna in movimento. Si tratta della moglie di Markway, che era anche la figura che era sbucata dalla botola la sera precedente: la donna, spaventata da strani rumori, si era aggirata prima in tutta la villa e successivamente nel parco. Ma rimangono molti misteri irrisolti a Villa Crain, come i passi, i colpi e i pianti che Eleanor e gli altri sentivano.


Commento:

Considerato dalla critica cinematografica mondiale uno dei film più spaventosi di tutti i tempi, The Haunting fa della tensione la sua arma forte, e gioca molto sulla soggettività dei personaggi più che sull’oggettività di quanto avviene all’interno di Villa Crain. I fenomeni che accadono all’interno della casa (pianti, lamenti, colpi sulle porti, rumori di passi) sono senza dubbio sinistri e difficilmente spiegabili razionalmente, ma è la personalità disturbata e paranoica della fragile Eleanor che domina la pellicola ed infonde nello spettatore la suspence e l’ansia che Wise vuole trasmettere.

Eleanor prima vede una figura sinistra uscire da una botola (nel punto dove la governante, rea di aver lasciato morire la sua padrona proprio come lei ha lasciato spirare la madre), poi vede la stessa figura attraversare il parco appena prima di schiantarsi contro l’albero che aveva causato la morte della prima moglie del proprietario di Villa Crain. La tragica e misteriosa storia della dimora è dunque legata da un filo conduttore sovrannaturale che investe i proprietari passati per giungere sino ad Eleanor, che con il suo carattere fragile viene eletta dalle presenze della villa a vittima sacrificale.

La personalità della protagonista, interpretata da una Julie Harris discretamente bella e completamente calata nel ruolo (si dice che durante le riprese l’attrice si estraniasse dal resto del cast e scoppiasse in improvvisi e inspiegabili pianti), avrebbe in seguito dettato un modello di personaggio a cui molti registi successivi si sarebbero ispirati, a partire da Roman Polanski in Repulsion (1965) e in Rosemary’s baby (1968). L’attrazione lesbica che nel film si viene a creare tra Eleanor e Theodore venne censurata in molti paesi, tanto è vero che nella versione del film trasmesso nelle sale non compare una scena in cui Theo scrive sullo specchio di Nora “I hate you” con il rossetto rosso.

Le scene più spaventose del film sono proprio quelle in cui le presenze si manifestano, e soprattutto quelle in cui Eleanor e Theodore, rintanate nella loro camera da letto, sentono improvvisamente tonfi cadenzati alla porta, rumori di passi e soprattutto inquietanti lamenti e pianti infantili. Il lavoro sugli effetti sonori è notevolissimo, a partire dalle musiche di Humphrey Searle che fa un grande ricorso alla nascente elettronica, così come l’uso – limitato ma assolutamente perfetto – degli effetti speciali (la porta che “respira”, poi citata da Cronenberg in Videodrome con il televisore che ansima). Ottima anche la fotografia, impreziosita da riprese originali e utilizzo di lenti deformanti e giochi di specchi.

Ovviamente di primaria importanza nell’economia del film è anche la location, una splendida villa gotica settecentesca che può essere nominata “la casa infestata per antonomasia”: anch’essa sarà di ispirazione a decide di film di fantasmi successivi. Inoltre la brughiera inglese, nella quale la villa si trova, contribuisce con le sue atmosferiche nebbiose e rarefatte a rendere l’atmosfera di tensione nella pellicola ancora più palpabile, dal momento che sottolinea come i personaggi del film siano completamente isolati dal resto del mondo, soli nella sinistra Villa Crain.


Video:
Trailer del film.


Valutazione: 85/100


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