“Slither” (2006)


Slither è un film americano del 2006, scritto e diretto da James Gunn. Il regista è anche noto per aver scritto alcuni film della Troma – Tromeo and Juliet (1996) e Terror Firmer (1999) e per aver sceneggiato Dawn of the Dead (2004). Slither si presenta come un b-movie sci-fi/horror di vecchio stampo ma aggiornato al 2000 per quanto riguarda la veste grafica e gli effetti speciali, dichiaratamente citazionista di una serie illimitata di film del genere, con tutte le conseguenze positive e negative che ciò comporta.


Trama:

Nella tranquilla cittadina di Wheesley, negli Stati Uniti, si diffonde una disgustosa peste aliena, causato dall’arrivo sul pianeta a bordo di un meteorite di una viscida forma di vita extraterrestre. Il primo ad essere contagiato è Grant Grant (Michael Rooker) che, sotto gli occhi della moglie Starla (Elizabeth Banks), giorno dopo giorno, vede il suo corpo deformarsi fino ad assomigliare ad una specie di piovra. Ormai abbandonato da tutti, Grant non risponde più delle sue azioni; contatta Shelby Cunningham (Jenna Fischer), donna del paese da sempre segretamente innamorata di lui, la rapisce e la rinchiude in un capannone fuori città, tenendola segregata.

Grant e Shelby, contagiati dal blob alieno, hanno continuamente fame di carne cruda. Per saziare questa fame anormale, Shelby mangerà selvaggina cacciata da Grant (cani, gatti, coyote, opossum, cervi, mucche e via dicendo) fino a gonfiarsi orribilmente come un enorme pallone. Quando lo sceriffo Bill Pardy (Nathan Fillion) e la sua squadra rinverranno il corpo della giovane Shelby, essa, giunta ormai ad un livello di grassezza insostenibile, esploderà rilasciando dal suo corpo centinaia di strani vermi rossi simili a salsicce.

Questi vermoni contageranno, entrando dalla bocca, i corpi degli uomini di Pardy e altri abitanti del paese, trasformandoli in questo modo in un’orda di affamati zombi mutanti sotto il controllo di Grant, che diventa in qualche modo la mente e il capo delle forme di vita aliene. Pardy e Starla, per fermare l’ascesa di questa strana forma di vita aliena, saranno costretti ad uccidere Grant per far cessare il suo controllo sulle menti di tutti gli altri contagiati; l’impresa non sarà però facile.


Commento:

Presentandosi senza nasconderlo come un film citazionistico di varie pellicole del genere horror/sci-fi più o meno splatter, Slither viene subito preso in simpatia dagli amanti del genere che sicuramente durante la visione si divertiranno non poco. Soprattutto la parte iniziale del film è interessante e unisce in maniera ottima cinema dell’orrore e commedia americana senza però mai cadere nel banale o nel noioso. Piuttosto noiosa è invece la parte centrale del film, che appare eccessivamente ripetitiva e povera nella sceneggiatura e nei dialoghi, ma il film si riprende egregiamente con il finale che cita Society (Brian Yuzna, 1988).

Ovviamente, come già accennato, il film di Yuzna non è il solo ad essere citato da Gunn: la primissima scena, con la viscida forma di vita aliena che giunge sul pianeta Terra direttamente dallo spazio è presa direttamente da Invasion of the body snatchers (in particolar modo dal remake di Philip Kaufman del 1978). La stessa sequenza, con tanto di meteorite, ricorderà agli appassionati del cinema dell’orrore di serie b anche un episodio di Creepshow (George Romero, 1982).

Il make-up del povero Grant che si trasforma pian piano in un mostro riempiendosi di bubboni ricorda l’aspetto del protagonista della serie di The Toxic Avenger (che per altro appare in televisione in una scena del film). Impossibile poi non notare la somiglianza del design del mostro a trasformazione ultimata ad altri mostri già visti in altri film del genere, in particolar modo in The Thing (John Carpenter, 1982) e in From beyond (Stuart Gordon, 1986). La scena finale con il mostro principale che ingloba i corpi posseduti dai vermoni ricorda inoltre il già nominato Society.

La scena della vasca da bagno (e in generale anche tutta la storia dei vermoni che si inseriscono nei corpi umani possedendoli) è un semi-plagio di Shivers (David Cronenberg, 1975). Altre citazioni sono l’avanzata degli zombie nei campi che ricorda il classicone Night of the Living Dead (George Romero, 1968) e il fatto che tutte le forme di vita aliena hanno un’intelligenza in comune (come i bambini alieni nello storico Village of the Damned, Wolf Rilla, 1960).

Elencate le doverose fonti di ispirazione, rimane da dire che per l’appassionato del genere fantascientifico a forti tinte horror-splatter (e quindi mutazioni, enormi tumori, storie di invasioni aliene e di visitors che “zombizzano” gli umani possedendo la loro mente) Slither non dispiacerà affatto. Tra le cose migliori del film c’è da annotare l’eccellente utilizzo degli effetti speciali e la presenza nel cast della splendida Elizabeth Banks. Il film come già accennato non è sempre costante nel livello di tensione e di azione e per questo potrebbe a tratti (soprattutto nella parte centrale) annoiare lo spettatore meno attento, ma bisogna anche sottolineare che i momenti più lenti sono compensati da alcune scene cult (su tutte, quella della vasca da bagno)


Video:
Trailer del film.


Valutazione: 68/100


Film collegati:

Influenze:

Film ispirati:

Film simili:

Village of the Damned (1960)

Night of the Living Dead (1968)

Shivers (1975)

Invasion of the Body Snatchers (1978)

Creepshow (1982)

The Thing (1982)

The Toxic Avenger (1984)

From beyond (1986)

Society (1988)


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