“Il delitto del Diavolo – Le Regine” (1970)


Il delitto del Diavolo (conosciuto in Italia anche come Le Regine e all’estero con il titolo di Queens of Evil) è un film del 1970, diretto da Tonino Cervi. Si tratta di una pellicola piuttosto singolare nel panorama italiano, che oscilla tra una favola horror e un film di critica sociopolitica. Per questo è paragonabile a Hanno cambiato faccia (Corrado Farina, 1971) e a La corta notte delle bambole di vetro (Aldo Lado, 1970), pur non essendo tecnicamente al loro stesso livello. Nonostante non sia un prodotto di alta fattura, il film è diventato comunque un cult per gli amanti della sottocultura sessantottina per gli argomenti che tratta e per il messaggio che Cervi vuole passare allo spettatore.


Trama:

David (Ray Lovelock), un giovane hippie, scorrazza sulla sua moto per le strade di campagna quando si imbatte in un uomo borghese (Gianni Santuccio) che ha appena bucato. L’aiuta a sostituire la ruota ma poi, quando si accorge che nel frattempo questo ne ha bucata una alla sua moto con un chiodo, lo rincorre e gli chiede spiegazioni. L’uomo, distratto dalle sue urla, va fuori strada e sbatte contro un albero, morendo. Proseguendo il suo viaggio notturno, trova rifugio in un capanno abbandonato, dove passa la notte.

Al mattino lo svegliano tre bellissime ragazze, Liv (Haydée Politoff), Samantha (Silvia Monti) e Bibiana (Ida Galli), le padrone di casa, che gli offrono un’abbondante colazione. Le ragazze lo convincono a fermarsi da loro per la giornata e lo portano prima a pesca in un lago e poi in mezzo ad un bosco vicino ad un maestoso quanto lugubre castello, dove dicono abiti un loro amico. Delle tre soprattutto Samantha cerca di sedurlo, prima rubandogli la moto e poi invitandolo a fare una nuotata nel lago, al termine della quale fa l’amore con il forestiero. In generale comunque le tre sorelle lo trattano come un principe, cucinando per lui tutte le prelibatezze.

Tuttavia succedono cose strane. Le ragazze compaiono e scompaiono all’improvviso e la prima notte di permanenza, svegliatosi, David perlustra tutta la casa senza riuscire a trovarle. Uscito a cercarle nel bosco, avverte inquietanti presenze e sente delle strane risate femminili. Dopo una breve ricerca trova le tre sorelle intorno ad un falò, intente a compiere chissà quale rito; spaventato si nasconde e cerca di fuggire. Bibiana però lo trova e gli spiega che stavano compiendo una cerimonia per le donne nubili. Quindi lo seduce e lo invita a dormire con lei, proposta a cui il giovane non riesce a dire di no.

Svegliatosi in piena notte, vede le tre ragazze parlare con un misterioso interlocutore, del quale non riesce a scorgere le fattezze. Calatosi dalla finestre, riesce a pedinarlo attraverso il bosco, dove viene però sorpreso da un violento temporale, nel mezzo del quale viene colpito da un fulmine. Dopo aver fatto un singolare incubo, David si risveglia nel suo letto, circondato dalle tre ragazze. Queste gli dicono che non c’è stato nessun temporale la notte prima e che l’uomo che era venuto a trovarle era colui che abita nel castello oltre il bosco.

Peraltro è il primo sabato d’estate e il personaggio in questione dà una festa nel suo castello in onore di Liv, e anche David, essendo invitato, è costretto a presenziare. Giunto al castello, si accorge come tutti i presenti siano dei borghesi che lo guardano dall’alto al basso. Essi tempestano di domande David che, annoiato, scappa in una stanza attigua, dove dialoga con un prete. Intanto un misterioso occhio lo spia attraverso un buco in un quadro. Successivamente, David si apparta in una stanza con la festeggiata Liv che con poche parole riesce nel suo intento di sedurlo e di fare l’amore con lui.

Poco dopo, David confessa alle tre ragazze di non poter più fare a meno di loro, e di essere ormai disposto a tradire i propri ideali per stare con loro in eterno. Esse però si trasformano improvvisamente in delle streghe e lo colpiscono con alcuni oggetti contundenti, fino a farlo sanguinare copiosamente e a provocare la morte. Nella scena successiva le tre sotterrano il cadavere di fronte ai borghesi presenti alla festa, tutti visibilmente soddisfatti.

Si scopre che il committente del delitto nonché il proprietario del castello è il borghese della prima scena sull’autostrada, che si rivela essere nientepopodimeno che il Diavolo in persona, che si lamenta con gli altri borghesi, suoi sottoposti, dell’eccessivo livello di libertà ed indipendenza raggiunto dai giovani della nuova generazione. Quando tutti gli stregoni-borghesi se ne vanno, sulla tomba di David crescono spontaneamente numerosi fiori.


Commento:

Bizzarro film più di denuncia sociopolitica che horror in senso stretto, Il delitto del Diavolo va di pari passo con un altro film italiano uscito l’anno successivo: Hanno cambiato faccia di Corrado Farina. Se nel film di Farina i capitalisti verranno dipinti come una nuova razza più sofisticata di vampiri, qui essi sono rappresentati come streghe e stregoni al servizio del Diavolo, il quale pure si presenta sotto i celati panni di un borghesotto dell’alta società. Pur essendo il film di Farina migliore sia sotto il profilo tecnico che sotto quello concettuale, anche Il delitto del Diavolo presenta qualche buono spunto di riflessione e qualche scena ben riuscita.

Dopo un inizio abbastanza scontato, che vede il faccia a faccia tra David, il giovane freakkettone protagonista del film, e un bizzarro borghese dall’età ormai avanzata (che si rivelerà solo nel finale essere il Diavolo), il film entra nel vivo con l’incontro tra il protagonista e le tre sensuali sorelle che gli concedono gratuitamente vitto e alloggio (e sesso, ci aggiungerei). La parte centrale, pur essendo quella più lenta e noiosa del film, è anche la migliore visivamente, essendo caratterizzata da alcune artistiche riprese del lago e del bosco che si trovano nei dintorni della casa delle ragazze. Le scene di seduzione/sesso e il vagabondaggio notturno di David per il bosco provvedono in qualche modo a risollevare l’attenzione dello spettatore.

La terza parte del film consiste nella festa di Liv nel castello del misterioso proprietario. In questo segmento possiamo ammirare una scena ossessiva in cui le voci dei borghesi presenti  giungono a David ovattate, come se fosse sotto l’effetto di qualche droga, e subito Cervi spara di fronte agli occhi del lettore una sequenza velocissima di immagini (un “trucchetto” del genere lo si può vedere anche in La corta notte delle bambole di vetro di Aldo Lado, dello stesso anno). Le scene conclusive, con l’assalto delle tre streghe all’ormai non più puro David e la conseguente sepoltura che servono da preambolo al discorso conclusivo del Diavolo che dà un senso a tutto il film, sono senza dubbio le migliori.

Certamente Il delitto del Diavolo non è un film per tutti: è anzi consigliato più agli amanti del cinema weird e psichedelico di fine anni sessanta piuttosto che agli amanti dell’horror satanico, visto che qui l’argomento demoniaco viene usato solo come allegoria per descrivere il punto di vista del regista sulla classe borghese/capitalista. Punti a favore in ogni caso sono certamente, oltre al messaggio insito nella pellicola, anche la caratteristica fotografia vintage di Sergio d’Offizi e le musiche di Angelo Francesco Lavagnino… senza dimenticare ovviamente la presenza delle tre procaci attrici che impersonano le tre streghe!


Video:
Trailer del film.


Valutazione: 69/100


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Influenze:

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Film simili:

La corta notte delle bambole di vetro (1970)

Hanno cambiato faccia (1971)


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