“Il cav. Costante Nicosia demoniaco, ovvero: Dracula in Brianza” (1975)


Il cav. Costante Nicosia demoniaco ovvero: Dracula in Brianza è un film del 1975, diretto da Lucio Fulci, che lo scrisse insieme a Pupi Avati, Mario Amendola, Bruno Corbucci, Enzo Jannacci e Giuseppe Viola.


Trama:

Lombardia, primi anni 70. Costante Nicosia di Cantù (Lando Buzzanca) è un industriale di origini sicule, che possiede una ricca industria di dentifricio in Brianza ed una squadra di basket, ed è sposato con una bella moglie Mariù (Sylvia Koscina). Nicosia però è molto superstizioso, e ciò lo condiziona in ogni momento della sua vita, al punto che sul suo libro paga tiene anche un gobbo a cui toccare la protuberanza nei momenti più sfavorevoli.

Un giorno Costante si reca per lavoro in Romania, ospite del conte Dragulescu (John Steiner), un uomo con il quale tratta alcuni affari. Dopo  essere arrivato nel castello del conte ed essersi intrattenuto con delle prostitute, si addormenta ubriaco e si risveglia solo la mattina successiva; dopo un attimo di smarrimento si accorge di essere a letto con il conte. Tornato in Italia, comincia ad avere strani comportamenti che lo inducono a credere di essere diventato gay. Preoccupatissimo va dal medico di fiducia, al quale racconta i fatti in terza persona, alludendo a un suo fantomatico parente.

Poco dopo tuttavia si rende conto che i suoi gusti sessuali non sono affatto cambiati, ma che ora è attirato morbosamente dalla vista del sangue. Dopo aver leccato una ferita della sua amante Liù (Christa Linder), ha un flashback e realizza di aver visto che il conte, mentre rideva, palesava un bel paio di canini affilati. Liù gli fa anche notare alcuni strani segni sul collo e, credendo di essere stata tradita, lo lascia malamente.

Costante è ormai convinto di essere stato vampirizzato, ragion per cui scende a Noto, in Sicilia, da un sedicente mago di sua conoscenza (Ciccio Ingrassia). Quest’ultimo però è un impostore in combutta con Salvatore, un parente di Costante da poco licenziato dall’industriale: il mago promette a Costante di togliergli il malocchio a patto che lo reintegri nell’azienda. Una volta tornato a Milano però Costante si accorge di non essere guarito: non appena vede la moglie nuda la azzanna sul sedere, con la conseguenza che quest’ultima chiede la separazione.

A Costante non resta altro che provare a scacciare il maleficio contaminando una donna dopo la lettura di una formula antica. Saputo del suo vorace appetito sessuale, la adesca e finisce a letto con lei e, dopo aver pronunciato la formula, la morde sul collo. Vedendosi non ancora guarito, prende un appuntamento con una donna (Moira Orfei) che contatta grazie ad un’inserzione sul giornale, che si fa soprannominare “Bestia Assatanata”. Giunto nella sua abitazione, scopre a suoi danni che quest’ultima è solita praticare sesso sadomasochista.

Costante si vede ormai perduto, ma quando una sua dipendente, protestando per la politica della sua industria, lo accusa di volere il sangue dei suoi dipendenti, gli viene l’idea risolutiva: offre ai suoi lavoratori una busta paga più sostanziosa in cambio di un piccolo prelievo mensile del loro sangue. La moglie però gli rivela di essere incinta, e Costante improvvisamente capisce di non essere un vampiro, poiché è risaputo che essi non possono avere figli. Ma quando, qualche mese dopo, vede per la prima volta suo figlio si accorge che quest’ultimo ha un bel paio di canini affilati in bocca.


Commento:

Lucio Fulci, prima di darsi al giallo e all’horror, fece alcune incursioni nella commedia umoristica. Il cav. Costante Nicosia demoniaco, ovvero: Dracula in Brianza, uscito nelle sale nel 1975, è una di queste. Chiaramente ispirato a Dance of the Vampires (Per favore non mordermi sul collo! di Roman Polanski, 1967), Fulci riprende il tema vampiresco, classico del genere horror, e lo rilegge in chiave comica, grazie anche all’ottimo lavoro allo screenplay di nomi di grosso calibro tra cui Pupi Avati, Bruno Corbucci, Mario Amendola e (udite udite) Enzo Jannacci.

Fulci si ispira anche un po’ a Hanno cambiato faccia (Corrado Farina, 1971) nel trattare il tema vampiresco in maniera non convenzionale, con qualche puntata qua e là anche sul tasto della denuncia sociale (la scarsa prevenzione nelle fabbriche, i licenziamenti coatti, la metafora dell’imprenditore che succhia il “sangue proletario”). Ma mentre la pellicola di Farina puntava le sue frecce dichiaratamente sul sociale, lasciando poco spazio all’umorismo tipico della commedia all’italiana, qui sono i temi classici della medesima (sesso e nudi femminili, superstizione, inganni) a farla da padrone.

L’esperimento non si fa disprezzare: il soggetto è accattivante, le battute sono quasi sempre riuscite, l’interpretazione di Lando Buzzanca nei panni del protagonista è da applausi, al suo solito nei film del genere. Anche il resto del cast (il sempre apprezzabile John Steiner nella parte del vampiro, Sylvia Koscina, oltre ad una schiera di giovani bellezze di prim’ordine) funziona; da annotare con curiosità la presenza nel cast delle giovanissime Moira Orfei e Ilona Staller e di Ciccio Ingrassia nella parte del mitico fattucchiere di Noto! Positivo anche il lavoro di Vince Tempera, Fabio Frizzi e Franco Bixio alle musiche.

Probabilmente  Il cav. Costante Nicosia demoniaco, ovvero: Dracula in Brianza non piacerà a tutti gli amanti del filone vampiresco, né tantomeno a tutti i fans di Fulci, che (giustamente) vedranno in questa pellicola un suo film “di serie b” rispetto ai suoi classici del thriller e dell’horror. Tuttavia è innegabile che anche in questo bizzarro esperimento, anche grazie al lavoro dei co-sceneggiatori e dell’ottimo cast di attori, il buon Fulci colpisce il bersaglio e regala allo spettatore che saprà godere dell’ironia delle pellicola novanta minuti di buon intrattenimento.


Video:
La scena in cui Costante Nicosia incontra il conte Dragulescu.

Valutazione: 70/100


Film collegati:

Influenze:

Film ispirati:

Film simili:

Dance of the Vampires (1967)

Hanno cambiato faccia (Corrado Farina, 1971)

Andy Warhol’s Blood for Dracula (1974)


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