“The Devil’s Rejects” (2005)


The Devil’s Rejects (tradotto in italiano con il titolo La Casa del Diavolo) è un film del 2005, scritto e diretto da Rob Zombie. È il seguito di House of 1000 Corpses (La casa dei 1000 corpi, 2003), opera prima del regista con la quale si fece conoscere due anni prima nel circuito horror.


Trama:

Texas, 1978. Lo sceriffo John Quincy Wydell e un manipolo di poliziotti circondano la fattoria dei Firefly, resasi colpevole negli ultimi tempi – secondo le indagini della polizia – di decine di omicidi. Inizia uno scontro a fuoco al termine del quale Mother Firefly viene catturata e il figlio Rufus rimane ucciso. Otis e Baby riescono a fuggire mentre Tiny, fratello deforme di Baby e Rufus, non si trova in casa durante la retata ed evita così l’arresto. La polizia ispeziona gli anfratti della casa e trova decine di cadaveri fatti a pezzi sparsi un po’ ovunque.

Durante la fuga attraverso le fogne, Baby telefona al padre, Capitano Spaulding, per avvisarlo che la polizia è sulle loro tracce. I due si mettono d’accordo per trovarsi presso il Kahiki Palms Motel da lì a poche ore. Giunti per primi al motel, Otis e Baby prendono in ostaggio e uccidono barbaramente i componenti del gruppo country locale Banjo & Sullivan, dopo averli oltraggiati e torturati ripetutamente. Quando arriva sul luogo anche Spaulding, i tre si dirigono verso il night club/bordello gestito dal fratellastro di quest’ultimo, Charlie Altamont.

Nel frattempo lo sceriffo Wydell ingaggia due sicari della peggior specie per trovare i fuggiaschi. Wydell ha una sete di vendetta sempre maggiore, che diventa addirittura ossessiva quando scopre che il fratello, anch’egli sceriffo, è stato assassinato proprio da Mother Firefly. Per questo, dopo aver ucciso barbaramente la madre della famiglia con una coltellata nella vagina, si lancia all’inseguimento dei tre fuggitivi. Essi nel frattempo hanno raggiunto il bordello di Charlie e si possono rilassare. Tuttavia il giorno seguente, in un momento di assenza dei Firefly, Charlie incontra lo sceriffo Wydell il quale lo ricatta e lo obbliga a tradire i compagni facendoli trovare nel suo locale per la mezzanotte della sera stessa.

All’ora stabilita, i due sicari ingaggiati da Wydell entrano nel locale e catturano Otis e Baby e Spaulding. Ormai follemente accecato dalla sete di vendetta, Wydell conduce i tre nella loro fattoria, li lega a delle sedie e li sottopone a torture indicibili. Infine, prima di dare fuoco alla casa, lo sceriffo libera Baby e la rincorre nel mattatoio di famiglia come una bestia da macello. Wydell, notando che Charlie vuole venire in aiuto a Baby, lo uccide. Poco dopo la ragazza viene catturata ma, quando per lei sembra essere giunta la fine, viene salvata da Tiny, che compare improvvisamente alle spalle di Wydell uccidendolo.

Quindi si dirige verso la baracca data alle fiamme e libera Otis e Spaulding. Otis, Baby e Spaulding si rimettono in marcia, mentre Tiny, sfigurato da anni proprio a causa di un incendio, opta per la morte eroica in mezzo alle fiamme. La fuga in auto dei redivivi Firefly è però breve: e i tre sono costretti a fermarsi davanti a un posto di blocco di poliziotti che li stanno braccando. Dopo aver impugnato le armi da fuoco, Otis spinge sull’acceleratore lanciando l’auto contro gli agenti in un ultimo scontro a fuoco durante il quale “i reietti del diavolo” vengono crivellati di colpi.


Commento:

Pur rimanendo grossomodo legato al precedente House of 1000 Corpses (ambientazione, personaggi principali, attori, trama, sceneggiatura sopra le righe, violenza e sadismo a go-go), di cui è il sequel, The Devil’s Rejects si distacca dal predecessore per un approccio maggiormente serio ed innovativo. Se nell’opera prima di Rob Zombie l’influenza di The Texas Chain Saw Massacre (Tobe Hooper, 1974) era palese, in questo suo secondo lavoro pur essendo ancora percepibile è comunque reinterpretata e mischiata con il mito del road-movie (lo stesso regista si disse molto ispirato da film quali Bonnie & Clyde e Gangster Story).

Inoltre, mentre nel primo film la violenza e lo splatter erano unicamente fini a se stessi (e talvolta addirittura parossistici) qui vengono filtrati da un tema quantomeno interessante (il confine tra il bene e il male) che Zombie porta avanti durante tutta la pellicola, seguendo la caduta nell’abisso della follia di vendetta da parte dello sceriffo Wydell. Così i “buoni”, che in House of 1000 Corpses erano rappresentati come pura e semplice carne da macello, qui rimangono tali per buona parte della pellicola, per poi sfociare però anch’essi (mediante il personaggio appunto dello sceriffo) nel baratro della morte e della tortura.

Ci sono molti personaggi in The Devil’s Rejects non facilmente inquadrabili nell’etichetta “buoni” o in quella opposta “cattivi”; oltre al caso palese del già nominato Wydell, possiamo elencare il fratellastro di Spaulding, prima a fianco dei fuggitivi e poi clamorosamente traditore degli stessi (ma non per sete di giustizia, semplicemente per quieto vivere); anche Tiny è un personaggio ambiguo: non compare per tutto il film e, quando lo vediamo comparire sullo schermo alla fine, salva la vita ai suoi famigliari per poi lasciarsi morire tra le fiamme (una sorta di purificazione simbolica?).

Quello che appare evidente è che in questo film Rob Zombie ha voluto portare lo spettatore ad interrogarsi sulla reale natura dell’essere umano (anche coloro che per antonomasia vengono definiti da tutti “buoni”, come sceriffi e agenti di polizia) e a chiedersi dove finisca l’emisfero del bene ed inizi quello del male; sembra quasi che il regista voglia portare lo spettatore a simpatizzare con i folli assassini della famiglia Firefly, e d’altronde, soprattutto sul finale della pellicola, è pressoché impossibile non esultare per l’uccisione del crudele sceriffo. Dalla figura di Wydell, inoltre, si nota come il regista è stato influenzato per la realizzazione di questo secondo capitolo della saga, anche dai western più violenti, influenza che traspare anche dalle battute spesso sopra le righe che mette in bocca ai suoi attori.

In generale comunque, rispetto a House of 1000 Corpses, qui i personaggi sono caratterizzati con più attenzione e, liberati dall’essenza di mere macchiette da fumetto di serie b, consentono agli attori un’interpretazione più “a tutto tondo”. Ne consegue che gli attori presenti nel film precedente (Sheri Moon, Sid Haig, Bill Moseley) qui migliorano ulteriormente quanto già fatto vedere di buono qualche anno prima; non sfigurano neanche coloro che non avevano partecipato al House of 1000 Corpses (William Forsythe, Michael Barryman, Danny Trejo, Tyler Mane), quasi tutti già presenti in produzioni storiche del genere horror/pulp degli ultimi decenni. Una menzione speciale va anche alla fotografia “arida” e molto contrastata, molto meno cupa di quella del film precedente, e alla colonna sonora formata perlopiù da pezzi southern rock (tra cui la bellissima Freebird dei Lynyrd Skynyrd sulla scena finale), country e folk/blues.

Il film comunque, presentando una regia più lineare, risulta più cupo e nichilista rispetto al precedente. Il livello di morte e di violenza è ancora più inusitato rispetto a House of 1000 Corpses, ma per il modo più serio in cui vengono trattati si respira un’aria più opprimente e meno da fumetto in stile “Tales from the crypt“. Si potrebbe ovviamente avere da ridere su diverse cose (i dialoghi a volte un po’ troppo tarantiniani, qualche buco qua e là nella sceneggiatura, e via dicendo) ma il risultato complessivo appare senza dubbio soddisfacente, al punto che The Devil’s Rejects può essere considerato uno dei film horror cardine degli ultimi 10 anni.


Video:
Trailer del film.


Valutazione: 78/100


Film collegati:

Influenze:

Film ispirati:

Film simili:

The Texas Chain Saw Massacre (1974)

House of 1000 Corpses (2003)


1 Commento

Archiviato in exploitation, horror, road, splatter, thriller

Una risposta a ““The Devil’s Rejects” (2005)

  1. Complimenti! un’altra recensione davvero niente male !

    Il film è davvero ottimo e alcune scene sono davvero memorabili. L’ultima con Free Bird dei Lynyrd Skynyrd è da antologia..

    ^_-

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