“Emanuelle: perché violenza alle donne?” (1977)


Emanuelle: perché violenza alle donne? (Emanuelle around the world) è un film di Joe D’Amato (Aristide Massaccesi). Si tratta del quarto film della serie di Emanuelle nera, il quarto diretto da Massaccesi, nonché probabilmente il più cupo e pessimista della saga, oltre ad essere quello più ricco di location. Uscì nelle sale nel 1977, e dopo qualche mese venne seguito da Emanuelle e gli ultimi cannibali, quinto episodio della saga.


Trama:

La famosa fotoreporter Emanuelle (Laura Gemser), in cerca di nuovi scoop per la sua rivista, incontra in un hotel newyorkese Cora, una sua collega che sta realizzando un servizio sulle violenze contro le donne nel mondo. Nell’hotel, Emanuelle è vittima di un tentativo di stupro ma viene soccorsa da Malcolm Robertson (Ivan Rassimov), presidente di un comitato di aiuti per il Terzo Mondo. I due fanno amicizia e Robertson vorrebbe passare un po’ di tempo insieme a Emanuelle, ma i rispettivi impegni di lavoro non lo consentono.

Intanto Emanuelle va in India, per fare un reportage su un guru che sostiene di aver scoperto il segreto del coito infinito. Dopo aver assistito ad una sua seduta e aver avuto un rapporto sessuale con lui, Emanuelle si rende conto di persona delle fallacia della disciplina del guru e lo abbandona ridicolizzandolo. Sul luogo Emanuelle conosce Mary, una ragazza italiana. Dopo aver avuto con lei un rapporto lesbico, la ragazza le racconta di aver subito una violenza di gruppo a Roma, dove viveva. Emanuelle si reca a Roma, dove prima riesce a cogliere in fallo una banda di malviventi che attira giovani ragazze straniere per venderle dietro un corrispettivo ad un riccone col volto deturpato, poi scopre che l’organizzazione è solita vendere le sue vittime in Medio Oriente.

Insieme all’amica Cora, che in quei giorni era stata pestata e stuprata dalla banda per la sua volontà di scrivere l’articolo per denunciare la violenza sulle donne, Emanuelle si reca ad Hong Kong insieme a Cora per scovare Ilse Braun, uno dei capi dell’organizzazione. Dopo varie disavventure, Emanuelle e Cora scoprono il giro di donne rapite e, con l’aiuto di un giovane emiro, causano l’arresto del primo ministro, principale responsabile dell’organizzazione.
Tornata a New York, Emanuelle scopre che anche lì esiste una tratta di giovani donne che vede implicati grossi nomi della politica e della finanza. Con la sua astuzia, Emanuelle provoca l’arresto dei capi, quindi si prende un periodo di meritato riposo con Robertson.


Commento:

Emanuelle: perché violenza alle donne? è uno dei più riusciti episodi del filone che vede come protagonista Laura Gemser nei panni dell’ormai storica Emanuelle nera. L’intraprendente fotoreporter è impegnata in questa pellicola in un servizio riguardante le violenze subite dalle donne in ogni parte del mondo; D’Amato, per mostrare come essa sia diffusa pressoché in tutto il mondo, sceglie di ambientare le riprese in vari continenti: America (New York), Europa (Roma) e Asia (India e Hong Kong). Rispetto ad altri film della saga (Emanuelle nera di Adalberto Albertini, 1975) D’Amato concentra il film più sulla trama a metà tra il drammatico e il thriller di crimine, confezionando così quello che probabilmente è l’episodio più duro e pessimista della serie.

Indubbiamente l’elemento erotico rimane sempre pregnante (la seduta del guru indiano, l’orgia dei ricchi ad Hong Kong, i due rapporti lesbici e quelli straight) e spesso viene mischiato con elementi tipici del filone horror (il pestaggio con conseguente stupro ai danni di Cora, la scena del riccone deturpato che sceglie la ragazza bendata da seviziare, le orribili torture con animali – un serpente e un cane – cui l’aguzzino dell’organizzazione di Hong Kong sottopone le sue vittime, la festa con stupro dei pezzi grossi newyorkesi), che in qualche modo anticipano la poetica del Massaccesi che si evidenzierà sempre più negli anni. Proprio per questa accoppiata di sesso e violenza il film ebbe all’uscita grossi problemi con la censura italiana, mentre all’estero uscì in versione pornografica con alcune aggiunte hard.

Il cast di Emanuelle: perché violenza alle donne? è uno dei migliori della saga. Oltre alla solita Gemser nei panni della protagonista, troviamo un cultissimo George Eastman nei panni del guru indiano, il sempre bravo Ivan Rassimov direttamente dal filone giallo (qui probabilmente per la prima volta in un ruolo che non sia negativo o quantomeno ambiguo), la tedesca Karin Schubert (già presente in Emanuelle nera) nella parte della giornalista amica di Emanuelle, la giovanissima Brigitte Petronio nel ruolo di Mary e anche lo stesso regista Aristide Massaccesi che interpreta il giovane l’emiro (e si concede un menage a trois con le due attrici principali del film, mica scemo!).

Da segnalare anche le musiche di Nico Fidenco e la fotografia apprezzabile a cura del regista stesso. Il film funziona abbastanza bene ma ha anche qualche nota non troppo positiva, come per esempio il messaggio di denuncia sociale filo-femminista cercato a tutti i costi e poi in realtà compromesso in partenza dalla presenza di numerose scene dichiaratamente exploitation; inoltre la sceneggiatura non appare sempre ben legata al punto che gli agganci tra le organizzazione che operano nelle varie città non sono chiari. Ma chi è in cerca di film del filone erotico-esotico, con magari una punta di violenza horror e scene shock, troverà pane per i suoi denti.


Video:
Trailer del film.


Valutazione: 67/100


Film collegati:

Influenze:

Film ispirati:

Film simili:

Emanuelle nera (1975)

Emanuelle e gli ultimi cannibali (1977)

La via della prostituzione (1978)


1 Commento

Archiviato in crime, drama, erotika, esotika, exploitation, horror, porno, thriller

Una risposta a ““Emanuelle: perché violenza alle donne?” (1977)

  1. franklinguamozza

    Sono d’accordo con te! Bel post, da tenere sempre bene in mente.
    Secondo te, il porno ci salverà? Ne ho scritto sul mio blog, non puoi non venirmi a trovare, anzi, a leggere! Ti aspetto!!

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2010/08/31/viva-il-porno/

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