“Voices” (1973)


“Tanta gente muore nella nebbia.”

Voices (conosciuto in Italia con il titolo per il cinema E se oggi… fosse già domani? e le alternative televisive Presenze e Strani fenomeni) è un film del 1973, diretto dall’inglese Kevin Billington. Si inserisce nel filone, molto in voga negli anni settanta, dei ghost movies.


Trama:

Robert (David Hemmings) e Claire (Gayle Hunnicutt) hanno da poco perso il loro figlioletto David, scomparso presso un fiume mentre i due stavano facendo l’amore nel loro camper. Segue un periodo in cui Claire soffre di depressione al punto di tentare il suicidio e viene curata con degli psicofarmaci, mentre Robert scompare momentaneamente dalla sua vita. Dopo qualche anno, Claire termina la cura e i due si rincontrano. Decidono di andare a stare qualche giorno in una sinistra villa settecentesca di proprietà della zia di lei, al momento disabitata e senza luce, gas e acqua corrente, per stare un po’ da soli e riavvicinarsi.

Dopo aver evitato per un pelo un incidente, a causa della nebbia, i due scelgono di lasciare la macchina sul ciglio della strada e di proseguire a piedi fino alla villa, poco distante. Ma appena i due mettono piede nell’abitazione, Claire inizia a sentire delle voci e ad avvertire delle presenze. Poiché sente anche la voce del figlioletto scomparso, Robert pensa che sia ancora pazza, ma alla fine dovrà ricredersi quando anch’egli inizia a sentire delle voci e dei rumori. I due, spaventati, decidono di lasciare la villa la mattina seguente.

Il mattino dopo Claire vede chiaramente le presenze: si tratta di una donna e dei due figlioletti, un maschio e una femmina. In preda al panico grida, e anche essi avvertono la sua presenza e ne sembrano spaventati. Intanto Robert, che era andato a prelevare la macchina, la trova fracassata contro un albero. Claire fugge dalla villa e raggiunge il marito giusto in tempo perché i due si ritrovino ad osservare i loro cadaveri. Capiscono che erano morti il giorno precedente a causa dell’incidente nella nebbia e che coloro che credevano essere fantasmi erano in realtà gli abitatori reali della villa.


Commento:

Voices è un film di fantasmi che presenta i suoi lati positivi e i suoi lati negativi. Sostanzialmente si tratta di un film lento e dall’impostazione teatrale (la recitazione, le location) che potrebbe essere senza problema databile almeno un lustro prima della sua effettiva uscita; a suo favore c’è da annotare senza dubbio un finale ad effetto di grande impatto, che si rifà all’espediente conclusivo di Carnival of Souls (Herk Harvey, 1962) e che verrà ripreso negli anni a seguire da altri film quali Jacob’s Ladder (Adrian Lyne, 1990), The Others (Alejandro Amenabar, 2001) e The Sixth Sense (M. Night Shyamalan, 1999).

Soprattutto The Others ricalca quasi per filo e per segno la trama di Voices, con la differenza però che l’impianto scenografico e lo script, nonché soprattutto la produzione e il cast sono di tutt’altro livello; particolari non da poco, che rendono The Others, a differenza di Voices, un capolavoro del genere e non semplicemente un buon film. Voices presenta anche molte somiglianze con Don’t Look Now (Nicolas Roeg, 1973), a partire dall’incipit (scomparsa del figlioletto/a durante l’assenza dei genitori, poi ripreso anche da Lars Von Trier in Antichrist, 2009). L’apparizione della bambina “fantasma” anticipata dal rimbalzare sul pavimento della sua palla è inoltre una citazione di Toby Dammit (episodio di Federico Fellini contenuto in Histoires extraordinaires, 1968).

L’idea che regge la trama è fondamentalmente buona, ma solo lo spettatore più paziente verrà premiato dal bel colpo di scena finale. Per il resto il film appare ripetitivo e noioso a larghi tratti, con dei dialoghi scontati e talvolta imbarazzanti e situazioni solo accennate e mai approfondite (l’incesto tra madre e figlio?), reso talvolta snervante dal batti e ribatti tra i due attori protagonisti, ora nevrotici ora lamentosi ora smaccatamente ipocriti l’uno nei confronti dell’altro. Hemmings appare come una brutta controfigura di quello che sarà in Profondo Rosso (Dario Argento, 1975); un po’ meglio la Hunnicutt in un ruolo che ricorda un po’ quello della Balkan in Le Orme (Luigi Bazzoni, 1975).


Video:
Una scena del film.


Valutazione: 72/100


Film collegati:

Influenze:

Film ispirati:

Film simili:

Carnival of Souls (1972)

The Sixth Sense (1999)

The Others (2001)

Don’t Look Now (1973)


1 Commento

Archiviato in drama, horror, mystery, thriller

Una risposta a ““Voices” (1973)

  1. Max Benedetto

    Un solo appunto: l’apparizione della bambina con la palla è una citazione di “Operazione Paura” di Mario Bava, già citato da Fellini in “Toby Dammit”.🙂

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...