“The Last House on the Left” (1972)


Questo film è dedicato a tutti i giovani perché sappiano a quali pericoli possono andare incontro: il CRIMINE! la DROGA! la VIOLENZA! Le scene che vedranno possano servire da esempio! Questo film in America ed in Inghilterra è stato proiettato a scopo didattico nelle maggiori scuole ed Università!

The Last House on the Left (conosciuto in Italia con il titolo L’ultima casa a sinistra) è un film del 1972, diretto da Wes Craven e prodotto da Sean S. Cunningham. Si tratta di uno dei film più violenti, controversi e nichilisti di sempre, nonché probabilmente della migliore opera del regista Wes Craven. Nel 2009 è uscito un remake diretto da Dennis Iliadis.


Trama:

Nella villetta dei Collingwood, situata in un tranquillo sobborgo, la figlia Mari Collingwood, che ha appena compiuto 17 anni, ottiene dai suoi il permesso di passare il giorno del suo compleanno con la sua amica Phillis, mentre la famiglia prepara i festeggiamenti per il compleanno. Le due dovrebbero andare ad un concerto; dopo aver fatto un pezzo di strada ed essere arrivate in città, incontrano per strada un ragazzo, Junior, che le invita a casa sua per fumare della marijuana. Le due accettano entusiaste, ma ben presto si rendono conto di essere cadute in trappola: nell’appartamento in cui vengono condotte infatti c’è Krug, un criminale psicopatico, evaso e ricercato, che si nasconde lì con la sua banda di amici fuggitivi. Il gruppo imprigiona le due e violenta Phillis per tutta la notte sotto gli occhi scioccati di Mari.

Il giorno dopo Krug chiude le ragazze nel bagagliaio dell’auto e le porta nel bosco. Mari e Phillis vengono costrette a umilianti torture: Krug costringe Phillis ad orinarsi nei pantaloni, quindi le ragazze vengono obbligate a spogliarsi e ad avere un rapporto lesbico nel fango, tra le risate di Krug e gli altri. Sadie, l’unica ragazza del gruppo, si avventa quindi su Mari e pratica un rapporto orale alla sventurata ragazza. Intanto i genitori di Mari, preoccupati, hanno informato la polizia della scomparsa della ragazza, ma gli agenti si dimostrano assolutamente inetti ed incapaci, al punto che rimangono anche bloccati senza benzina in mezzo alla strada.

Approfittando di un momento di distrazione, Phillis riesce a fuggire ma viene raggiunta dal gruppo e sventrata a colpi di machete. In preda ad una frenesia sanguinaria, Sadie quindi estrae a mani nude gli intestini della ragazza morente, mentre Krug le amputa la mano sinistra. Mari intanto cerca di convincere un titubante Junior a lasciarla andare, dato che sembra l’unico ad essere disgustato da quello che gli altri stanno facendo; per convincerlo a lasciarla andare gli regala una collanina, dono recente dei suoi genitori per il suo diciassettesimo compleanno. Junior alla fine cede, ma appena Mari tenta la fuga viene fermata da Krug, che la violenta selvaggiamente e le incide poi il suo nome sul petto con un coltello, freddandola quindi con un colpo di pistola alla testa, per poi lasciare affondare il cadavere in uno stagno vicino.

Verso sera il gruppo decide, prima di fuggire dal paese, di farsi ospitare da qualcuno per la notte. Per un tragico caso, l’abitazione più vicina è l’ultima casa a sinistra, cioè quella dei genitori di Mari. La banda riesce a spacciarsi per dei venditori porta a porta a cui è accaduto un incidente, fino a quando i genitori si rendono conto delle cose, innanzitutto accorgendosi della collanina indossata da Junior, poi sentendo casualmente i discorsi del gruppo attraverso la parete, e trovando infine il cadavere della figlia sulla riva dello stagno a poca distanza dalla loro casa. Iniziano così la loro vendetta, mettendo in atto una vera e propria carneficina, uccidendo uno ad uno i componenti della banda in maniera brutale e sanguinosa, mentre la polizia, ancora una volta, giungerà solo quando il massacro sarà ormai concluso.


Commento:

Nonostante Wes Craven nella sua filmografia vanti altri titoli di prim’ordine, che hanno definito decennio dopo decennio le nuove tendenze del genere horror (The Hills Have Eyes, 1977; A Nightmare on Elm Street, 1984; Scream, 1997), la sua opera prima, il controversissimo The Last House on the Left del 1972, rimane probabilmente il suo film più memorabile e più scioccante. I lavori del film cominciarono sotto il nome Night of Vengeance e la pellicola conteneva molte più scene di sesso estremo di quelle presenti nella versione finale del film. Il titolo fu cambiato più volte: si passò da Sex Crime Of The Century a Krug & Co., prima di giungere al titolo definitivo.

Per scrivere il plot del film, Wes Craven si ispirò a Jungfrukällan, film di Ingmar Bergman del 1960 conosciuto in Italia con il titolo La Fontana della Vergine: nella pellicola in questione, a sua volta ispirata ad una leggenda popolare medievale, una giovane ragazza veniva assaltata, stuprata e brutalmente uccisa da un gruppo di briganti i quali, dopo essere fuggiti lasciando il suo cadavere al suolo, chiedono ospitalità per uno scherzo del destino proprio al padre della sventurata, che vendicherà l’uccisione dell’amata figlia con la medesima brutalità. E’ probabile che Craven si sia ispirato in parte anche a Straw Dogs (Cane di Paglia), seminale pellicola dell’anno precedente di Sam Peckinpah con Dustin Hoffman. A sua volta, il film ispirò diverse pellicole, tra le quali è d’obbligo ricordare almeno I Spit on Your Grave (Non Violentate Jennifer, 1978) di Meir Zarchi, probabilmente ancora più violento e controverso del film di Craven.

E’ risaputo anche che Wes Craven, nella scrittura di questo film, fu molto influenzato anche dalle terribili e orripilanti immagini che vide in un metraggio sulla guerra in Vietnam: decise di veicolare la repulsione verso quella terribile violenza facendone un film per criticare la violenza insita ad ogni livello sociale della società americana, partendo dai criminali e dai drogati per giungere persino alla famiglia americana media benpensante e piccolo-borghese, sulla carta antitesi totale della banda di criminali. Difatti, nel momento in cui la famiglia di Mari scopre la fine della propria sventurata figlia, raggiunge livelli di atroce violenza e di brutalità certo non inferiori a quelli messi in pratica nella prima metà della pellicola da Krug e compagni, che in qualche modo ricalcano la banda sanguinaria capitanata da Charles Manson.

Fu anche per questi rimandi all’attualità americana di quegli anni (la guerra in Vietnam, le violenze della banda di Manson, il timore della diffusione delle droghe pesanti, l’aumento della microcriminalità, l’ondata sempre crescente della controcultura) che The Last House on the Left fu un vero e proprio coltello nel fianco dell’opinione pubblica americana: il film andava a toccare, in un tono a metà tra il disilluso il nichilista e il faceto, delle ferite ancora aperte per la nazione statunitense. Si noti come le maggiori istituzioni della società USA – la famiglia e la polizia – vengono ridicolizzate e messe sotto una cattiva luce: la prima si dimostra in un primo tempo incapace di capire i bisogni e i desideri della proprio prole e in un secondo tempo sanguinaria e brutale quanto i peggiori criminali; la seconda si dimostra inetta ed inadeguata, ricalcando lo stereotipo tanto caro al genere crime del poliziotto idiota che brancola nel buio.

Proprio gli pseudo-comici sketch che vedono protagonisti i due poliziotti inetti, facendo da intramezzo tra una scena di violenza e l’altra con un sottofondo di musica country, pur stemperando per quei pochi minuti l’altissimo livello di violenza presente nel film, renderanno la pellicola ancora più incisiva e pessimista. D’altra parte la violenza e la brutalità la fanno da padrone assolute per tutta la durata del film, non solo a livello psicologico ma anche visivo: tra le altre cose possiamo vedere tagli e mutilazioni, stupri ripetuti, uno sventramento con estrazione degli intestini, oltre alla celeberrima scena dell’orinazione (ripresa poi da Mario Bava nel suo Cani arrabbiati, 1974) e alla sequenza cult in cui la madre di Mari stacca a morsi il pene di uno dei criminali durante un rapporto orale.

La sceneggiatura e il montaggio non saranno perfetti, ma paradossalmente anche queste imprecisioni donano alla pellicola una veste sporca e grottescamente claudicante, che non fa altro che aumentare l’atmosfera perversa che permea tutto il film. Alcune sequenze appaiono particolarmente forti grazie ad un uso intelligente della macchina da presa: nella scena in cui Mari viene stuprata da Krug, la telecamera indugia sul viso terrorizzato e schifato della ragazzina e su quello delirante ed estasiato del mostro. Colpisce molto anche la decisione del regista di ambientare il film – non in una grande metropoli, ma – in un tranquillo sobborgo di periferia statunitense, a dimostrazione che nell’ottica di Craven la violenza si annida ad ogni livello della società americana.

The Last House on the Left anticipa anche alcuni cliché del successivo filone slasher: per esempio, le due ragazze che vengono massacrate dai criminali vengono in qualche modo “punite” da un fato superiore per le loro voglie proibite (sesso e droga). Il cast non è formato da attori di prima scelta ma tutti interpretano bene la loro parte: giganteggia su tutti, nei panni di Krug, David Hess, che per questa sua parte nel film venne ostracizzato dall’ambiente cinematografico e musicale (era anche un musicista). Concludendo, non bisogna dimenticare nemmeno l’importanza seminale che ebbe The Last House on the Left sul genere horror, dato che fu una di quelle pellicole con la quale si passò da un’orrore classico (vampiri, mostri, creature soprannaturali) ad un’orrore reale, e per questo d’impatto molto più scioccante. Dal canto suo, la tagline del film che consigliava allo spettatore di continuare a ripetere “E’ solo un film! E’ solo un film!” per evitare di svenire in sala è divenuta col passare degli anni proverbiale e citatissima.


Video:
Trailer del film.


Valutazione: 80/100


Film collegati:

Influenze:

Film ispirati:

Film simili:

Jungfrukällan (1960)

I Spit on Your Grave (1978)

Straw Dogs (1971)

L’ultimo treno della notte (1975)

The Last House on the Left (2009)


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