“LSD – Inferno per pochi dollari” (1967)


LSD – Inferno per pochi dollari (conosciuto anche con i titolo alternativi LSD – Una atomica nel cervelloLSD – La droga del secolo e LSD – Il piacere mortale e con quello internazionale LSD – Flesh of Devil) è un film del 1967, diretto da Massimo Mida (qui sotto lo pseudonimo anglofono di Mike Middleton).


Trama:

Il criminale “Mr. X” (Adriano Micantoni), a capo dell’organizzazione segreta “ECO”, progetta di abbattere ogni barriera tra i popoli e quindi di conquistare il mondo, inquinando gli acquedotti delle metropoli con massicce dosi di LSD per stordire le masse: l’anarchia metterebbe nel caos le istituzioni di ogni paese del mondo ed in breve tempo nessuno potrebbe più opporsi all’instaurazione del suo regime dittatoriale. Dopo aver sperimentato con successo le devastanti conseguenze della droga allucinogena su un battaglione di marines, “Mr. X” decide di far scattare l’operazione LSD su scala internazionale. Solo l’agente segreto Rex Miller (Guy Madison), che indagando sull’assassinio di un collega è venuto a conoscenza dell’organizzazione guidata da “Mr. X” può fermare il suo folle piano. Quest’ultimo è infatti riuscito, dopo aver ucciso uno scagnozzo di “Mr. X” ed essersi sottoposto ad una plastica facciale per guadagnare le sue sembianze, a penetrare all’interno del suo covo e, con l’aiuto di una chimica che lavora per il criminale, lavora per distruggerla.


Commento:

Conosciuto come il primo film psichedelico italiano , LSD – Inferno per pochi dollari è uno sgangherato spy movie che ha ben poche frecce nel suo arco. Nonostante il film sia con tutta probabilità anche uno dei primissimi (se non il primo) dei nostri registi a trattare così apertamente l’argomento LSD, l’utilizzo della droga e i suoi effetti rimangono solo sullo sfondo della vicenda, dal momento che la classica struttura del film di spionaggio oscura quasi completamente l’indagine sulla sostanza allucinogena. Su questa rimangono solo le poche (e a dir poco grossolane) sequenze deliranti che mostrano le visioni di coloro che la ingeriscono: inutile dire che anche gli effetti sono poco credibili, anche perché a parere del regista quasi interamente negativi. Inoltre si dice che l’LSD è stato scoperto dagli indigeni del Messico che la chiamano la “carne del diavolo”: ben due errori in una sola battuta, visto che la droga venne scoperta dallo scienziato Albert Hoffman (le tribù messicane per i propri riti sono solite usare funghi contenenti psilocibina) e che i messicani chiamano (non l’LSD, ma appunto i funghi allucinogeni) la “carne di Dio”. Sul piano della trama e della sceneggiatura il film ha poco da dire: la prima è incasinata e la seconda è scontata. Si salvano solo le procaci attrici femminili e (se lo spettatore è un ricercatore del weird e del trash più misconosciuto) le già dette sequenze allucinogene: un po’ poco, insomma. Un ultima chicca trash: la canzone dei titoli di testa è cantata da nientepopodimenoche Nicola di Bari.


Video:
Alcune scene del film.


Valutazione: 50/100


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