“La Morte accarezza a mezzanotte” (1972)


La morte accarezza a mezzanotte (conosciuto all’estero come Death walks at midnight) è un film del 1972, diretto da Luciano Ercoli, che segue il precedente La Morte cammina con i tacchi alti (1971).


Trama:

La fotomodella Valentina si sottopone per denaro ad un esperimento durante il quale le viene somministrata una dose di HDS, una droga allucinogena che ha la proprietà di allargare le facoltà mentali di una persona. Durante il trip, Valentina ha una visione onirica dell’assassinio di una donna, compiuto con un pugno ferrato. La notizia, in barba agli accordi, viene resa pubblica da un periodico, esponendola così alle persecuzioni di una banda di criminali spacciatori di droga, tra i quali compare anche l’assassino della sua visione. Inoltre molte cose non tornano: Valentina ha assistito ad un omicidio che in un primo momento viene collegato ad un delitto di sei mesi prima, ma poi si scopre che né il killer né la vittima coincidono: ragion per cui non viene creduta dal commissario Seripa. Più il film prosegue più la trama si fa incasinata, fino alla resa dei conti e al colpo di scena finale.


Commento:

Dopo i precedenti Le foto proibite di una signora perbene (1970) e La Morte cammina con i tacchi alti (1971), nel 1972 Luciano Ercoli conclude la sua ideale trilogia del filone giallo all’italiana con un terzo episodio: La Morte accarezza a mezzanotte. Il repertorio di Ercoli, già mostrato nei primi due capitoli della trilogia, è visibile anche in questo terzo film: un omicidio che dà il via alla trama (qui però non si tratta di un omicidio reale in senso stretto, bensì “apparso” alla protagonista durante una visione allucinogena), una continuazione della storia che via via si fa sempre più fitta di misteri, e infine una conclusione che – secondo il gusto tipico del filone – rimescola tutte le carte in tavola e spiazza lo spettatore mostrando che nulla è quello che sembra.

Rispetto ai precedenti due film – e grossomodo rispetto all’intero filone giallo all’italiana – bisogna però riconoscere che Ercoli con La morte accarezza a mezzanotte apporta alcune novità ad una struttura di plot trita e ritrita: l’uso della droga allucinogena (si tratta dell’HDS, ovviamente ispirato al discussissimo – in quegli anni – LSD) che “apre” la mente alla protagonista e le consente di assistere ad un omicidio di sei mesi prima (un incipit simile si vedrà qualche anno più tardi in Sette note in nero di Lucio Fulci – anche se in questo caso la protagonista avrà una visione per i suoi poteri ESP e non per la somministrazione di una droga), e ancora la messa in scena di personaggi loschi più tipici del poliziottesco che del giallo all’italiana (come Luciano Rossi nei panni di un criminale tedesco che ride come una iena schizzata ad ogni pie’ sospinto); pure il finale, con l’inseguimento e la lotta sul tetto di un palazzo, è preso in prestito dal filone poliziottesco.

Ercoli ci sa fare con il genere e produce un film, come i precedenti due, guardabile e a tratti appassionante, ma rispetto ai capitoli precedenti la trama sembra un po’ zoppicante e la sceneggiatura risulta un po’ raffazzonata in alcuni segmenti, con il rischio per lo spettatore di annoiarsi in più di un’occasione. Ercoli tenta di alleggerire il film con qualche scenetta a metà tra la commedia e la comicità ma il risultato spesso è purtroppo quello di spezzare la tensione. Apprezzabile comunque, come nei precedenti due film, la fotografia impreziosita da un uso originale della mpd e da colori molto accesi; discreta la colonna sonora di Gianni Ferrio. Per quanto riguarda il cast, come nel precedente La Morte cammina con i tacchi alti troviamo anche qui Susan Scott (alias Nieves Navarro) e Simon Andreu, che si adattano sul loro livello medio di interpretazione senza risultare eccessivamente fuori luogo. In definitiva non uno dei migliori gialli all’italiana ma piuttosto originale e movimentato – più gradevole che meritevole.


Video:
Trailer del film.


Valutazione: 68/100


Film collegati:

Influenze:

Film ispirati:

Film simili:

Le foto proibite di una signora perbene (1970)

La Morte cammina con i tacchi alti (1971)


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