“Le foto proibite di una signora perbene” (1970)


Le foto proibite di una signora perbene (conosciuto all’estero come The Forbidden Photos of a Lady Above Suspicion) è un film del 1970, diretto da Luciano Ercoli. Esordio del regista per quanto riguarda il giallo all’italiana, il film inaugura una trilogia gialla che continuerà negli anni seguenti con La Morte cammina con i tacchi alti (1971) e La Morte accarezza a mezzanotte (1972).


Trama:

Minou (Dagmar Lassander), giovane moglie di Pierre (Pier Paolo Capponi), un industriale sull’orlo della rovina, viene perseguitata da un maniaco (Simon Andreu), che la ricatta sostenendo che il consorte è un assassino. Costretta, per strappargli la presunta prova del delitto, a sottostare alle sue voglie, la donna – che si è confidata con l’amica Dominique (Nieves Navarro alias Susan Scott), una erotomane, collezionista di foto pornografiche – viene ancora perseguitata dal ricattatore, il quale la minaccia questa volta di mostrare a Pierre le prove fotografiche del suo tradimento. Esasperata, la donna confessa la verità al marito, che, però, non crede al suo racconto, né all’esistenza del ricattatore. Ormai sull’orlo della pazzia, Minou scopre, finalmente, che il diabolico intrigo è opera dello stesso Pierre, che si è servito del maniaco per sbarazzarsi di lei e intascare il premio di una assicurazione sulla vita. Visto fallire il suo piano, l’industriale, dopo aver ucciso il complice, sta per sopprimere anche Minou, ma la polizia, tempestivamente avvertita da Dominique – che aveva intuito la verità – gli impedisce di portare a compimento la sua azione criminale.


Commento:

Esordio del romano Luciano Ercoli alla regia di una pellicola gialla, genere di gran voga all’epoca, nonché probabilmente il suo lavoro più riuscito all’interno del filone, Le foto proibite di una signora perbene è un giallo ancora molto legato alle tematiche classiche del genere alla fine degli anni sessanta (individui misteriosi, ricatti e macchinazioni, traumi psicologici, poco sangue e una vena di erotismo condita anche da un velato rapporto pseudo-lesbo tra le due protagoniste e da rimandi feticistici) e piuttosto lontano dal thriller che la farà da padrone negli anni successivi (e per certi versi, anche nei successivi due film di Ercoli). Influenzato dalle atmosfere glam di Sei donne per l’assassino (Mario Bava, 1964), il film ha il suo punto di forza appunto nell’aspetto grafico, che presenta allo spettatore deliziosi interni di case della borghesia italiana anni 60, ora molto chic (la villa dei coniugi Pierre e Minou), ora degni di un’architetto da internare (l’appartamento del maniaco, “abbellito” con mani bianche che pendono dai muri e un’altra serie di addobbi ameni). Questa veste grafica di tutto rispetto va di pari passo con un’atmosfera lasciva ed ambigua al tempo stesso, caratterizzata da ritmi lenti e da musiche lounge di prim’ordine del sempre ottimo Ennio Morricone.

Un altro elemento caratteristico del film è la messa in scena di personaggi tipici delle altre pellicole del genere (il ricco marito industriale, la moglie fragile e paranoica, l’amica disinibita, il maniaco inafferrabile) che intrecciano tra loro relazioni di diverso tipo che palesano la propria ragione ultima solo nelle sequenze finali, quando si scoprirà di chi è la mente dietro alle macchinazioni ordite per fare impazzire la vittima di turno; e difatti il finale ricorda da molto vicino film dell’epoca quali Il dolce corpo di Deborah (1968), Così dolce… Così perversa (1969), Una sull’altra (1969), Lo strano Vizio della Signora Wardh (1971). Tra i personaggi messi in scena da Ercoli si distinguono soprattutto le due protagoniste femminili, la fragile Minou che si trova improvvisamente sull’orlo di una crisi di nervi, interpretata dalla bellissima Dagmar Lassander presente anche ne Il rosso segno della follia e ne L’iguana dalla lingua di fuoco,  e la vulcanica Susan Scott (conosciuta anche come Nieves Navarro), poi nel cast anche delle altre due pellicole gialle di Ercoli oltre che in moltissimi film del genere di quegli anni. Simon Andreu riveste invece i panni del maniaco che nei film di Sergio Martino spetterà puntualmente a Ivan Rassimov, altra figura caratteristica di qualunque plot di gialli cospirazionistici all’italiana; Andreu sarà anche nel cast del successivo lavoro di Ercoli, nel ruolo di un fidanzato alcolizzato e violento.


Video:
Trailer del film.


Valutazione: 74/100


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Influenze:

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Film simili:

Una lucertola con la pelle di donna (1971)

Lo strano vizio della signora Wardh (1971)

La Morte cammina con i tacchi alti (1971)

 La Morte accarezza a mezzanotte (1972)


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