“Anna, quel particolare piacere” (1973)


Anna, quel particolare piacere (conosciuto all’estero con l’imbarazzante traduzione di Secrets of a Call Girl) è un film di Giuliano Carnimeo, uscito nel 1973.


Trama:

Ancora giovanissima Anna (Edwige Fenech) si lega a Guido, narcotrafficate invischiato in giri loschi della Lombardia Anni Settanta. In stato avanzato, la donna si rifiuta di abortire e dà alla luce Paolo, bambino malato e bisognoso di cure continue. Durante una delle tante detenzioni di Guido, Anna conosce Lorenzo, chirurgo milanese di fama mondiale. L’uomo salverà la vita a Paolo con un delicato intervento. Uscito dal carcere, Guido, cerca di ostacolare la relazione sentimentale nel frattempo nata fra Lorenzo ed Anna. La donna, esasperata dai continui agguati di Guido, reagisce uccidendo a colpi di pistola l’uomo che però, prima di morire, riesce a ferire la stessa Anna. Operata d’urgenza da Lorenzo, Anna perde la vita. Lorenzo adotterà Paolo.


Commento:

Anna, quel particolare piacere, film di Carnimeo spesso classificato come un noir/poliziesco, è in realtà principalmente riconducibile al filone drammatico, nonostante il ruolo centrale nell’economia del film dell’organizzazione criminale di cui fa parte Guido (l’uomo di cui la protagonista Anna si innamora) e una serie di scene tipiche del filone poliziesco, tra le quali omicidi a sangue freddo, inseguimenti, imboscate e via dicendo. Da sottolineare è soprattutto l’interpretazione della protagonista Edwige Fenech, in un ruolo più complesso e poliedrico rispetto a quello che era solita interpretare nelle varie pellicole gialle/italian comedy di quegli anni – e tuttavia nemmeno in questo film si risparmia quando c’è da denudarsi, per la gioia degli spettatori maschili. Nonostante i molti nudi della Fenech, comunque, la scena erotica più interessante è quella che vede una ragazza vestita da clown esibirsi in uno spogliarello all’interno di un night club.

Il film si divide fondamentalmente in due parti. Nella prima metà, il regista ci mostra come la vita di Anna, giovane e ingenua cassiera di un bar di provincia (Bergamo), subisca uno scossone dopo aver conosciuto Guido, membro della criminalità organizzata milanese ed incaricato principalmente del traffico di droga. Nonostante abbia intuito che Guido è un poco di buono, Anna abbandona la tranquilla vita di provincia e accetta di trasferirsi con lui a Milano, trovandosi invischiata in un giro di criminalità, club a luci rosse, gioco d’azzardo e prostituzione. Rimasta incinta, Anna riesce a fuggire a Roma per partorire, mentre Guido viene catturato dalla polizia e condannato a sei anni di carcere. Qui inizia la seconda parte del film, molto meno pulp e più drammatica, che vede Anna fare la conoscenza di Lorenzo, un dottore che si prende cura del figlio di lei, gravemente malato fin dalla nascita. Quando Guido esce dalla prigione però Anna si troverà nuovamente di fronte al suo traumatico passato.

E’ difficile che lo spettatore che gradirà particolarmente la prima metà del film seguirà la seconda con altrettanto interesse, e viceversa. Se infatti nella prima il regista fa soprattutto leva sull’effetto pulp delle scene (i nudi della Fenech e le conseguenti scene di sesso, il comportamento violento e passionale di Guido nei suoi confronti, l’atmosfera viziosa degli ambienti milanesi frequentati dalla criminalità organizzata – in cui non può mancare tra le altre cose la tipica scena da film noir italiano con spogliarello all’interno di un night club), nella seconda il registro cinematografico cambia completamente e il regista predilige atmosfere meno tese, sia nei momenti spensierati (le scene in cui Anna e Lorenzo si conoscono e si frequentano) sia in quelli più drammatici (il dramma della protagonista al momento di lasciare Roma per tornare a vivere con Guido a Milano). Il finale poi, nella sua repentina imprevedibilità, segna lo zenit della forza drammatica del film, ma il regista decide comunque di chiudere la visione con una scena positiva (l’abbraccio tra Lorenzo e il figlioletto dell’ormai defunta amata).


Video:

Trailer del film.


Valutazione: 65/100


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