“Il giudice e la minorenne” (1974)


Il giudice e la minorenne è un film diretto da Franco Nucci, uscito nel 1974.


Trama:

Il giudice istruttore Marco Serra (Chris Avram) è chiamato a occuparsi di un caso di violenza carnale nei confronti di una minorenne. Il colpevole, l’anziano idraulico Mariani, si difende affermando che è stata la ragazzina a provocarlo, e chiamando in causa il comportamento delle sedicenni d’oggi. Che l’immortalità sia davvero così diffusa come dice Mariani, il giudice lo accerta di persona: prima è una compagna di sua figlia Mirella a gettarglisi fra le braccia, poi la presunta vittima dell’idraulico. Un’altra scossa alle sue convizioni gliela dà la scoperta che Mirella è membro di un’associazione eversiva ed ha partecipato a un pestaggio. Infine, il colpo di grazia: Laura, sua moglie, lo tradisce con un pilota. Pescatilli insieme in un’automobile, Serra si getta con la sua contro i due amanti, morendo con loro nell’incendio dei due veicoli.


Commento:

Il giudice e la minorenne è un film di metà anni settanta che si pone all’interno del filone erotico-drammatico (il regista Nucci lo dirige con malizia ma volendo dare allo spettatore la parvenza di essere una specie di moralista), pur avendo non pochi punti in contatto con il filone political-thriller in voga in quegli anni (organizzazioni eversive, gruppi di giovani studenti estremisti, spunti sulla giustizia e sull’ormai tramontato buon costume). Il protagonista, tanto per rimanere in sintonia con quest’ultimo filone, è un giudice, incaricato di prendersi cura di un caso apparentemente limpido: la violenza di un vecchio idraulico su una minorenne. Dal momento in cui accetta il caso, la vita del giudice muta profondamente: già in crisi di mezza età (anche per la non più florida relazione coniugale con la moglie, interpretata da Susan Scott) si trova improvvisamente catapultato in un mondo in cui non conosceva, in cui ragazzine appena sedicenni tentano – con buoni risultati – di sedurlo (prima l’amica della figlia, poi la ragazzina del caso per il quale era stato incaricato) e sono implicate in organizzazioni eversive (la figlia).

Come se non bastasse, alla fine arriva anche la scoperta del tradimento della moglie (con un giovane Teo Teocoli), che sarà la famosa goccia che fa traboccare il vaso: nella sequenza conclusiva infatti il protagonista si suicida sbandando con l’auto contro quella in cui stavano amoreggiando sua moglie e l’amante, causando anche la loro morte (una scena che curiosamente ricalca la prima scena, in cui il giudice assisteva per caso ad un incidente di alcuni malviventi che avevano appena svaligiato una banca). La trama appare in realtà molto poco verosimile per non dire letteralmente esagerata, e così pure il finale catartico che il regista propone. La duplicità del contenuto del film poi potrebbe spiazzare più di uno spettatore (come detto Nucci infarcisce la pellicola di discorsi e ragionamenti moralisti, ma poi basa le scene clou del suo prodotto su spogliarelli e maliziose allusioni messe in bocca a ragazzine minorenni). Sembra quasi che Nucci sia addirittura maschilista nello sviluppo dell’idea cardine che c’è alla base del film (che si potrebbe riassumere in qualcosa del tipo “le femmine sono tutte puttane”).

Tra gli attori, il protagonista Chris Avram appare un po’ monoespressivo, ma tutto sommato regge con decenza il ruolo. Susan Scott/Nieves Navarro, nei panni della moglie, non è al top della sua carriera. Meglio le giovani e sconosciute attrici che interpretano le tre maliziose ragazzine del film (Flora Saggese, Caterina Barbero, Antiniska Nemour), che con i loro ammiccamenti rendono interessanti le scene su cui Nucci punta maggiormente per dare un senso al suo prodotto. Forse il migliore del cast è però Piero Mazzarella nella parte dell’idraulico accusato di stupro. Da sottolineare la colonna sonora dei fratelli Reitano, che si fa più martellante nelle scene più drammatiche, e soprattutto quando le certezze del protagonista sembrano frantumarsi da un momento all’altro. In totale: non un brutto film, ma sicuramente più particolare per la commistione di generi così diversi che ben realizzato.


Video:

Film completo.


Valutazione: 60/100


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