“Morte sospetta di una minorenne” (1975)


Morte sospetta di una minorenne (conosciuto all’estero come Suspicious Death of a Minor) è un film di Sergio Martino, del 1975, collocabile (soprattutto) nel filone poliziesco e (in secondo luogo) all’interno del filone del giallo/thriller all’italiana. Per la sua tematica – la prostituzione giovanile – ricorda altri film del periodo quali Cosa avete fatto a Solange? e La Polizia chiede aiuto (entrambi di Massimo Dallamano, rispettivamente del 1972 e del 1974), A tutte le auto della Polizia (Mario Caiano, 1975) ed Enigma Rosso (Alberto Negrin, 1978).


Trama:

Milano è sconvolta dal ripetersi di numerosi crimini tra i quali primeggia la scomparsa delle minorenni. Il commissario Paolo Germi (Claudio Cassinelli), tutt’altro che fiducioso rispetto ai metodi tradizionali della polizia per indagare sull’assassinio di una certa Marisa e poi di Floriana e infine di Gloria si finge a sua volta piccolo scippatore e assume quale aiutante il ladruncolo, Giannino. Giunto con scarso successo sino all’equivoco Sindacato Milanese Collaboratori Domestici individua ed uccide il Menga un brigante che dirige ma non capeggia l’Anonima Sequestri. Nonostante abbia recuperato i due miliardi fruttati dal sequestro del figlio dell’industriale Porella mediante la precedente azione, il commissario viene diffidato dal continuare nelle indagini e nell’uso dei suoi violenti metodi. Date le dimissioni, il Germi stringe da vicino il banchiere Pesce, zio e violentatore della nipotina Marisa e di altre sue amichette. Infine, in mancanza di adeguati strumenti legali, lo affronta e lo uccide.


Commento:

Interessante film di Sergio Martino che, dopo aver analizzato a modo suo il giallo/thriller all’italiano con la cinquina dei primi anni settanta, passa a dedicarsi al poliziottesco (da non dimenticare Milano trema: la polizia vuole giustizia e La Polizia accusa: il Servizio Segreto Uccide). Qui l’impianto poliziesco del film è mescolato ancora con elementi gialli/thrilling (Martino sfida lo spettatore a scoprire chi c’è dietro ai vari omicidi delle minorenni, ed ovviamente il colpevole sarà un personaggio insospettabile), nonché con piacevoli gag più tipiche della commedia (grazie soprattutto al duo Cassinelli-Caruso).

Sebbene infatti i temi trattati in Morte sospetta di una minorenne siano quelli classici del poliziottesco (l’impotenza del corpo di polizia, la necessità di usare maniere più forti che oltrepassano la legge, la critica alla magistratura e ai poteri forti che escono indenni da ogni scandalo grazie al loro peso politico), gli omicidi messi in scena da Martino e affidati a un enigmatico sicario in giacca, cravatta e occhiali da sole specchiati sono infatti presi fedelmente da alcune pellicole argentiane (Il gatto a nove code e Profondo Rosso – soprattutto l’omicidio alla finestra – con il quale condivide anche una colonna sonora simile, qui realizzata da Luciano Michelini).

Martino supplisce una trama un po’ derivativa e un ritmo troppo spesso sottotono con il solito grande mestiere alla regia e alla sceneggiatura, ricca di gag e battute ad effetto, spesso pronunciate da un Claudio Cassinelli (in precedenza anche nel similissimo La Polizia chiede aiuto di Dallamano) in formissima, che sbrocca a più riprese in modo alquanto colorito. Alcune scene in particolare sono degne di menzione perché ideate e girate con una certa originalità che Martino non si fa mai mancare: l’inseguimento tra l’auto della polizia e quella sgangheratissima di Germi (uno dei più pazzi inseguimenti nella storia del poliziesco all’italiana), l’agguato a Germi da parte di un sicario sull’ottovolante al parco divertimenti, l’irruzione armata di Germi nell’ufficio dell’agenzia di babysitter/donne delle pulizie dietro cui si nasconde il racket di prostituzione minorile, la scena nel cinema (prima nella sala in cui viene proiettato Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave dello stesso Martino – una sorta di auto-citazione – poi sul tetto del medesimo).

Esilarante la gag degli occhiali di Germi che si infrangono continuamente e che verso la conclusione diventano il pretesto per corromperlo (il banchiere che c’è dietro al racket gli offre un grosso conguaglio per “comprarsi un paio di occhiali nuovi”). Le location milanesi (Navigli ma anche periferia) giovano all’atmosfera pulp/noir della pellicola. Nel cast si distingue soprattutto Claudio Cassinelli nei panni del protagonista, ma sono discrete anche le interpretazioni di Adolfo Caruso, Mel Ferrer e Massimo Girotti. Le bellezze di turno (le “minorenni”) sono Jenny Tamburi, Lia Tanzi, Barbara Magnotti e Patrizia Castaldi.


Video:
Trailer del film.


Valutazione: 73/100


Film collegati:

Influenze:

Film ispirati:

Film simili:

In nome del popolo italiano (1971)

Profondo Rosso (1975)

 Cosa avete fatto a Solange? (1972)

La Polizia chiede aiuto (1974)

A tutte le auto della Polizia (1975)

Enigma Rosso (1978)

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