“Orgasmo” (1969)


Sai, peccato che tu sia pazza. Eri così bella che avrei voluto amarti e farti felice

Orgasmo (all’estero conosciuto come Paranoia, da cui la confusione che si è venuta a creare con l’uscita del successivo giallo lenziano) è un film del 1969. E’ il primo dei quattro psico-gialli di Umberto Lenzi, al quale seguiranno Così dolce… così perversa (1969), Paranoia (1970), Un posto ideale per uccidere(1971) e Il coltello di ghiaccio (1972).


Trama:

Incline all’alcol e ai sensi di colpa per la morte accidentale dell’anziano marito che le ha lasciato una cospicua fortuna, una ricca vedova americana (Carroll Baker) accoglie nella sua villa italiana un giovinastro che la seduce ed autoinvita la sua sedicente sorella minore. I due conquistano in breve tempo la fiducia della donna, organizzando per lei sfrenate serate a ritmo di musica alcool e sesso, ma contemporaneamente – senza che questa se ne accorga – iniziano a drogarla e a plagiarla. Dopo essersi liberati della sospettosa governante e dell’anziano guardiano della villa, i due completano l’opera segregandola e facendola impazzire fino al punto di suicidarsi.


Commento:

Quello che probabilmente (anche secondo il regista) è il migliore giallo di Umberto Lenzi venne in parte “rovinato” all’epoca da una discutibile decisione della produzione, che mutò il titolo originale (Paranoia, poi riutilizzato per una delle pellicole seguenti di Lenzi) prima in I Perversi e poi nel definitivo Orgasmo (inteso dai produttori come sinonimo di “tensione” ma al tempo stesso giudicato perfetto per attirare il pubblico in sala). Questa scelta si rivelò invece controproduttiva, in quanto il film venne tolto dalle sale dopo pochi mesi, con l’avvento della Pasqua, proprio per via del titolo pruriginoso, decretando così un incasso complessivo non troppo soddisfacente. Andò meglio all’estero, dove il film uscì con il titolo originariamente voluto da Lenzi (Paranoia) e raccolse i plausi della critica e incassi ben superiori.

Ispirato a Il dolce corpo di Deborah, psico-giallo italiano di Romolo Guerrieri uscito l’anno precedente che mise nero su bianco i canoni di questo filone (la triade denaro-delitti-erotismo), Orgasmo è un giallo psicologico che sebbene ancora legato ai canoni classici (la filmografia di Hitchcock, What Ever Happened to Baby Jane?, Les Diaboliques) può vantarsi di possedere un impianto narrativo e un’evoluzione della trama e della tensione tipicamente di stampo nostrano, affermazione che verrà successivamente corroborata anche dai successivi film di Lenzi (e non solo). La protagonista Catherine West – quasi casuale, dal momento che è stata scelta come sostituta di Eleanor Powell solo per il fatto di trovarsi a Roma al momento dell’inizio delle riprese – è interpretata dalla biondissima Carroll Baker, qui alla prima (e probabilmente più intensa) collaborazione con Lenzi (seguiranno Così dolce… così perversa, Paranoia e Il coltello di ghiaccio).

Il suo ruolo è quello – poi ripreso da molti registi del genere – della donna che in seguito ad un trauma improvviso si trova di colpo catapultata in una situazione surreale, nella quale si trova intrappolata in una cospirazione ordita ai suoi danni per un motivo preciso (qui, come in molte altre pellicole del genere, di matrice economica). La Baker è perfetta nell’interpretare la graduale putrefazione (fisica e mentale) cui la protagonista si trova suo malgrado vittima. Un ruolo simile verrà successivamente interpretato da Edwige Fenech nei gialli di Sergio Martino (Lo strano vizio della signora Wardh, Tutti i colori del buio) e da Mimsy Farmer ne Il profumo della signora in nero di Francesco Barilli. Da notare anche come la trama di Orgasmo (una ricca vedova segregata e torturata nella sua villa da due giovani visitatori giunti all’improvviso) viene ribaltata dallo stesso Lenzi in uno dei suoi film successivi (Un posto ideale per uccidere, in cui invece due giovani hippie si trovano ospiti di una ricca vedova che ha appena ucciso il marito e vuole imputare a loro il delitto), e curiosamente anticipa in maniera clamorosa il plot del recente Funny Games dell’austriaco Michael Haneke (1997).

A completare il cast principale ci sono Lou Castel (attore simbolo della controcultura) e Colette Descombes nella parte dei due giovinastri perversi (perfetti con i loro visi angelici a fare da contrasto al loro sadismo cinico e spietato), e Tino Carraro in quella di Brain Sanders, l’amministratore e avvocato di Catherine, che nel colpo di scena finale si rivelerà il vero mandante della congiura ordita ai danni della protagonista, la quale si scoprirà a sua volta responsabile dell’incidente avvenuto al marito. Insomma – come al solito nello psico-giallo all’italiana – non c’è un solo personaggio innocente, bensì tutti si macchiano di reati più o meno gravi per mettere le mani su un grosso bottino che c’è a disposizione. A differenza del precedente Il dolce corpo di Deborah, però, qui (come anche nel successivo Paranoia del regista) il crimine non paga e alla fine rimangono tutti  a bocca asciutta: Catherine ormai impazzita si suicida, i suoi persecutori muoiono in un incidente stradale e il suo amministratore si vede togliere l’eredità in quanto Catherine l’aveva ottenuta con un reato. In Lenzi, si potrebbe dire, “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi”.

Lenzi realizza Orgasmo creando un’atmosfera soffocante e claustrofobica e dosando al meglio la tensione, che cresce scena dopo scena in maniera esponenziale, sino all’esplosione finale (il suicidio della protagonista indotta alla follia dai suoi aguzzini e le rivelazioni conclusive). In diverse scene ci sono citazioni dei mostri sacri del cinema giallo (Catherine sotto effetto di droghe vede lo scheletro del marito defunto nella soffitta che tiene chiusa a chiave, richiamando e al tempo sesso ribaltando l’espediente del cadavere materno nella cantina di Psycho; in una delle ultime sequenze i due ospiti perversi servono a Catherine un rospo nel vassoio della cena, prendendo spunto dalla scena del pappagallo di What Ever Happened to Baby Jane?). L’epilogo finale, in cui la protagonista ormai completamente folle per la cospirazione ordita ai suoi danni, si getta dal terrazzo e si sfracella al suolo anticipa in qualche modo la conclusione di Le Locataire di Polanski (1976). Degne di una menzione speciale sono anche le musiche, firmate Piero Umiliani; nella colonna sonora c’è anche il motivetto ricorrente Just Tell Me, cantato da Wess & The Airedales.


Video:
Trailer del film.


Valutazione: 74/100


Film collegati:

Influenze:

Film ispirati:

Film simili:

Les Diaboliques (1955)

What Ever Happened to Baby Jane? (1962)

Il dolce corpo di Deborah (1968)

Lo strano vizio della signora Wardh (1971)

Tutti i colori del buio (1972)

Funny Games (1997)

Così dolce… così perversa (1969)

Paranoia (1970)

Un posto ideale per uccidere (1971)


5 commenti

Archiviato in erotika, italian giallo, mystery, psychedelic, psychological thriller, thriller

5 risposte a ““Orgasmo” (1969)

  1. Hello, I just saw this film for the first time and I have to say that it is remarkable. I did enjoy Baker’s performance, particularly the parts where she starts losing her sanity.
    I am going to write a review for this film on my blog and I would like to know if I could have your permission to use 3 or 4 of these images. I usually do my own images, but the quality of my DVD for this movie is poor and I would like to use high quality images like the ones you have shown. Would this be OK? My blogs address is http://atthemansionofmadness.blogspot.com/.

    Ciao, ho veduto appena che questa pellicola per la prima volta ed io devo dire che è notevole. Ho goduto della prestazione del ’ s del panettiere, specialmente le parti dove comincia perdere la sua sanità di mente. Sto andando scrivere una revisione per questa pellicola sul mio blog e vorrei sapere se potessi avere vostro permesso usare 3 o 4 di queste immagini. Faccio solitamente le mie proprie immagini, ma la qualità del mio DVD per questo film è povera e vorrei usare le immagini di alta qualità come quelle che aveste indicato. Questo sarebbe GIUSTO? Il mio indirizzo dei blog è http://atthemansionofmadness.blogspot.com/.

  2. Again, thanks for letting me use these images. My review is up and I mentioned B-Movie Zone.

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