“Murderock – Uccide a passo di danza” (1984)


“Non si può essere umani… perché nello spettacolo non c’è tempo per questo.”

Murderock – Uccide a passo di danza è un film del 1984, diretto da Lucio Fulci.


Trama:

Candice dirige un corso di perfezionamento per ballerini, al quale partecipano alcuni giovani particolarmente dotati, destinati al successo ed alla celebrità. La stessa Candice è una bravissima ballerina, alla quale però i fasti della celebrità furono negati a causa di un incidente automobilistico, causato da un pirata della strada. Quando per i suoi ragazzi arriva la “grande occasione”, si scatena la tragedia. Comincia infatti una sequenza di omicidi, che una dopo l’altra elimina le quattro ragazze del gruppo, uccise con uno spillone infilato nel cuore. Il commissario Borges, che conduce le indagini, non sa che fare, ed è costretto a stare “alla finestra” in attesa degli eventi. Candice però, in sogno, vede un uomo che tenta di ucciderla con uno spillone, e ne riconosce le sembianze in un modello di una foto pubblicitaria; lo rintraccia, e va a finire che con lui intreccia una relazione.


Commento:

Tardo spaghetti-thriller di Fulci che dopo Lo squartatore di New York (1982) prosegue la sua contaminazione tra giallo classico (con il solito interrogativo del who do it?) e slasher anni ottanta. Per l’occasione il Maestro del gore (che qui è comunque quasi inesistente) prende in prestito l’ambientazione da scuola di danza più da Fame e Flashdance che da Suspiria e conferisce al tutto un’impronta personale con i delitti del solito serial killer guantato, che qua colpisce con uno spillone le sue vittime al cuore, trafiggendone il seno nudo (per la gioia degli spettatori maschili).

L’atmosfera cupa e dismessa, girata per lo più in interni, e il sogno premonitore della maestra della scuola di danza ricorda non poco Eyes of Laura Mars (Irvin Kershner, 1978), non a caso scritto da Carpenter – che da lì a pochissimo sarebbe diventato uno dei maestri incontrastati di quel filone americano slasher a cui Fulci si ispira per questa pellicola – ma è anche una auto-citazione (Una lucertola con la pelle di donna). All’interno del filone italiano, Murderock richiama un po’ le atmosfere ambigue e frivole di Nude Per l’assassino (Andrea Bianchi, 1975) e per questo anticipa di qualche anno pellicole successive come Sotto il vestito niente (Fratelli Vanzina, 1985) e Le foto di Gioia (Lamberto Bava, 1987). Per la sua ambientazione, Murderock anticipa due slasher-gialli del 1987 in cui l’assassino colpisce gli attori di un set teatrale:  Opera (Dario Argento) e Deliria (Michele Soavi).

Come già detto, in Murderock Fulci rinuncia quasi del tutto allo splatter (i fans avevano già fatto incetta con la precedente pellicola del regista…) e l’unico particolare shock che concede al pubblico è il rumore fastidiosissimo dello spillone che, penetrando lentamente nel seno delle vittime, raggiunge il cuore uccidendole; oltre alla scena in cui a essere trafitto è un povero canarino innocente. Ne deriva che quello che risalta è soprattutto la classe sopraffina di Fulci dietro alla macchina da presa, ma la tensione non decolla mai. Il film risulta comunque abbastanza divertente da vedere, anche per la presenza nel cast di Olga Klarlatos, Ray Lovelock, Cosimo Cinieri, Claudio Cassinelli e le bellissime ragazze del cast di danza (sulle cui forme sudate ed ansimanti il regista si sofferma a più riprese).

Il problema semmai è che l’assassino si scopre facilmente verso la metà del film; inoltre Fulci spezza troppe volte la tensione intervallando le scene thriller a quelle degli snervanti balletti della scuola di danza, buoni al massimo per distrarre per qualche minuto gli occhi del pubblico maschile, ma non certo funzionali alla suspance. Infine le musiche di Keith Emerson sono quanto di più lontano dalla colonna sonora ideale per un film del genere (sebbene coerenti con l’andazzo del filone trash anni ottanta). In definitiva Murderock non è uno dei film peggiori di Fulci (da lì in poi avrebbe fatto anche molto di peggio…), ma di certo non è paragonabile ai suoi capolavori gialli anni settanta nè horror anni ottanta. Non bruttissimo ma nemmeno imprescindibile per capire il regista.


Video:

Trailer del film.


Valutazione: 62/100


Film collegati:

Influenze:

Film ispirati:

Film simili:

Nude per l’assassino (1975)

Suspiria (1978)

Eyes of Laura Mars (1978)

Fame (1980)

Flashdance (1983)

Opera (1987)

Deliria (1987)

Le foto di Gioia (1987)


Lascia un commento

Archiviato in erotika, exploitation, italian giallo, mystery, slasher, thriller

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...