Poliziottesco

Il poliziottesco, conosciuto anche come poliziesco all’italiana, è un genere cinematografico nato negli anni settanta. Si distingue dal poliziesco classico e dal noir per il fatto che spesso le indagini della polizia e le vicende criminali che fungono da trama al film vengono sviluppate in chiave enfatica, demagogica o comica. La differenza stilistica tra il poliziottesco e il poliziesco classico è da rintracciare nella ricerca esagerata di un’azione sfrenata e di una violenza spesso efferata e gratuita. Nei film di questo filone i registi tendono a narrare di poliziotti che assurgono al ruolo di “vendicatori-giustizieri” della città, che appare inesorabilmente in preda agli istinti criminali dei malviventi piuttosto che a trattare in modo esaustivo delle indagini e a consolare lo spettatore con un lieto fine in cui la legge vince sulla delinquenza.

"Milano odia: la polizia non può sparare" (1974)

Proprio per questo, alcuni critici hanno fatto notare come il poliziottesco sia in qualche modo debitore dello spaghetti-western, dal quale non a caso provengono molti registi e attori: dalle narrazioni dei film di questo filone, infatti, si evince una visione da Far West della realtà metropolitana. La città (spesso Roma o Milano, ma anche Napoli, Torino e Genova) diventa così una sorta di zona franca in cui i criminali possono compiere impunemente i propri reati, almeno sino all’arrivo del “commissario-giustiziere” di turno. La maggior parte di questi film sono politicamente caratterizzati di un elevato grado di qualunquismo. I protagonisti sono spesso antieroi, scorretti e talvolta estremamente violenti e giustizialisti, ma anche dotati di un’enorme forza di volontà e moralmente impeccabili. Il poliziottesco talvolta si avvicinava al political-thriller in quanto parlava dei tempi bui che si vivevano in Italia nei cosiddetti “anni di piombo”.

Nel corso del suo sviluppo, tra la seconda metà degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta, il filone poliziottesco si è contaminato con diversi generi popolari; ci riferiamo in particolar modo alle “auto-parodie” trash quali la saga di Er Monnezza e quella del commissario Nico Giraldi, entrambi interpretati da Tomas Milian, sicuramente l’attore più rilevante del filone poliziottesco. La critica italiana dell’epoca non ha mai amato il poliziottesco, avendo spesso accusato le pellicole del filone di fascismo, qualunquismo e giustizialismo. Solo all’inizio del terzo millennio, grazie a riviste di genere come Nocturno e Cine 70, il genere è stato rivalutato, anche grazie al regista Quentin Tarantino, che ha più volte dichiarato il suo apprezzamento per questi film e questi registi.


"La polizia accusa: il Servizio Segreto uccide" (1975)


Filmografia essenziale:

(★ = film must del genere)

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