“Village of the Damned” (1960)


Village of the Damned (conosciuto in Italia come Il Villaggio dei Dannati) è un film horror di fantascienza di Wolf Rilla, uscito nelle sale alla fine del 1960. Sfruttando l’ondata di fantascienza thrilling importata nel cinema da Don Siegel con il suo seminale Invasion of the Body Snatchers (1956), Rilla deriva da tale pietra miliare molti degli elementi cardine del suo prodotto (l’invasione aliena che inizialmente rimane invisibile, lo stato di trance delle vittime terrestri, la condizione di imperturbabilità degli esseri alieni), mischiandoli saggiamente con idee originali, anticipando così di quasi due decenni The Brood di David Cronenberg. Children of the Damned (Anton Leader, 1964) ne è l’ideale seguito, mentre l’omonimo Village of the Damned realizzato nel 1995 da John Carpenter ne è il remake.

In un piccolo villaggio della provincia inglese, Midwich, tutti gli abitanti e gli animali perdono improvvisamente i sensi e cadono in un inspiegabile stato di trance. Insospettita, la polizia delle zone circostanti tenta di accedere all’interno del villaggio, ma inutilmente: anche i poliziotti che si addentrano nel territorio svengono improvvisamente e nemmeno per via aerea si riesce ad entrare a Midwich, tanto è vero che un velivolo mandato all’uopo dalla polizia a sorvolare il paesino precipita causando la morte del conducente.

Dopo qualche ora, tutti gli abitanti di Midwich si destano all’unisono. Nel giro di qualche mese si scopre che tutte le donne del villaggio sono incinte, persino quelle illibate e quelle senza compagno. All’interno del villaggio si creano tensioni tra i mariti e le mogli, in quanto in molti casi le gravidanze appaiono inspiegabili. Quando i bambini, in anticipo di due mesi, vengono alla vita essi pesano tutti circa sei chili e presentano le stesse caratteristiche somatiche: occhi strani e capelli biondi chiarissimi.

Man mano che crescono, i bambini di questa strana progenie si distinguono dagli altri del villaggio per la volontà di vestirsi tutti nello stesso modo (di nero), di evitare qualsiasi interazione con gli altri bambini e di nascondere ogni sentimento. Inoltre, dimostrano di avere capacità intellettive ben superiori all’ordinario nonché poteri mentali in grado di spaventare l’intera collettività, come leggere nel pensiero altrui o manipolare la volontà del prossimo.

ll professor Gordon Zellaby (George Sanders), ritenuto da tutti uomo integerrimo e saggio, si prende la responsabilità di crescerli in un’unica struttura per studiarli. Ma dopo che gli strani bambini causano la morte di due abitanti del villaggio che li avevano in qualche modo ostacolati, il governo inglese organizza una riunione per ridiscutere la situazione e per decidere il da farsi.

Il governo ha infatti scoperto che anche negli altri continenti, lo stesso giorno del parto collettivo di Midwich, si sono verificate nascite improvvise di bambini con le stesse caratteristiche somatiche; e mentre in alcune di queste località essi sono stati sterminati subito non appena venuti alla luce, solo a Midwich e in un villaggio nei Carpazi essi sono stati allevati come bambini normali. Gli scienziati che collaborano con il governo sono ormai sicuri che essi non siano umani, ma che siano invece una progenie aliena fatta nascere sulla Terra allo scopo di colonizzarla.

Quando, in seguito a strani avvenimenti, il villaggio nei Carpazi viene raso al suolo con dei missili, il governo inglese si rende conto che l’unica tribù aliena rimasta sul pianeta è proprio quella di Midwich, e cerca quindi un piano per eliminare i bambini alieni senza però causare la morte anche del resto della comunità del villaggio. Prima che sia troppo tardi, il professor Zellaby, l’unico ad essere a conoscenza i criminosi piani di conquista dei bambini alieni, si sacrifica per il bene di tutta la collettività facendo esplodere la casa in cui vive la progenie in un momento in cui lui stesso è presente in essa.

Sebbene il regista Wolf Rilla sia tedesco, Village of the Damned si presenta sia visivamente che a livello di plot come il tipico film di fantascienza anglosassone proveniente dagli anni Sessanta. Rilla in sostanza metaforizza la tensione che si respirava soprattutto in America in quei primi decenni post-Seconda Guerra Mondiale, anni caratterizzati dalla ricerca nucleare e dall’angoscia per l’imminente scoppio della Guerra Fredda. Non è un caso se in Village of the Damned, si parla spesso di “invasione”, “armi nucleari”, “colonizzazione” e in generale di un nemico esterno.

Il nemico esterno appare fisicamente perfetto e sanissimo, intellettualmente evoluto al punto di sottomettere gli abitanti con il solo sguardo, appare invincibile e allo stesso tempo invalicabile come un muro. Pur essendo calato sotto le sembianze di una progenie aliena, il nemico potrebbe benissimo essere umano e nulla cambierebbe ai fini della storia: il fatto che il nemico venga da un’altra galassia non fa altro che accrescere l’impossibilità di comprenderne la natura ed i piani di conquista.

Ma essenzialmente, quello che preoccupa davvero gli abitanti ed i governanti, non è tanto la natura aliena dei “conquistatori”, quanto piuttosto la loro diversità, la loro supremazia fisica ed intellettuale, la loro totale assenza di sentimenti. In base a tali ragionamenti, si può anche azzardare che Wolf Rilla, tedesco di adozione inglese, intendesse trasporre sotto l’involucro della progenie aliena la minaccia aleggiante della stessa Russia comunista (non è forse vero che i bambini alieni si vestono tutti uguali, hanno tutti la stessa pettinatura a seconda del sesso e ragionano tutti tramite una sola mente?).

Al di là di queste interessanti supposizioni, Village of the Damned risulta gradevole e seminale sotto diversi aspetti. D’accordo, Village of the Damned non è quello che si suol definire un capolavoro (essendo uno dei primi film del genere manca pressoché di suspence e di mordente, in quanto la natura extra-terrestre dei bambini vieni presto intuita dallo spettatore più navigato dei giorni recenti), ma è innegabile che nel momento in cui uscì nelle sale rappresentasse senza dubbio uno dei prodotti di spicco del filone fantascientifico anglosassone.

Video:

Trailer del film.

Valutazione: 7.2

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