Archivi del mese: ottobre 2010

“L’Isola delle Svedesi” (1969)


L’Isola delle Svedesi (The Island of the Swedish) è uno dei film più noti di Silvio Armadio, regista italiano che ha sviluppato la sua filmografia nelle due decadi 60 e 70 passando con disinvoltura dalla commedia al dramma talvolta a tinte thriller, mantenendo sempre in quasi tutte le sue pellicole una certa componente erotica, come era in voga in quel periodo nella corrente per così dire “di serie B” del Belpaese. Continua a leggere

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“Secret Ceremony” (1968)


There were two mice fell in a bucket of milk, one yelled for help and drowned, the other kept pedaling around until, in the morning, he found himself on top of butter.

E’ questa la frase che cala il sipario su Secret Ceremony; un aforisma enigmatico ma al tempo stesso esplicativo dell’onirico plot nel quale il regista Joseph Losey cala per oltre un’ora e mezza lo spettatore, immergendolo come in uno stagno di acque torbide ed oscure per farlo uscire solo al termine della visione, sicuramente scosso e turbato dalla messa in scena di tanto delirio. Continua a leggere

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“Les Diaboliques” (1955)


Les Diaboliques (tradotto in Italia come I Diabolici) uscì in Francia alla metà degli anni Cinquanta e al giorno d’oggi è considerato uno dei primi thriller moderni della storia del cinema, per la sua atmosfera opprimente di mistero, la presenza di un delitto e diversi espedienti che anticipano di qualche anno alcuni cliché del nascente filone horror-thriller. Pressoché tutti gli esperti del genere riconoscono che il capolavoro di Clouzot influenzò notevolmente alcuni tra i maggiori film di crimine e di mistero che lo seguirono da lì a pochi anni, tra i quali Psycho (Alfred Hitchcock, 1960) e What ever happened to Baby Jane? (Robert Aldrich, 1962). In effetti Les Diaboliques, sebbene c’è il rischio che ad uno spettatore dei giorni nostri, ormai abituato ai trucchetti del genere e all’espediente ormai abusato del finale a sorpresa, possa fare meno effetto, mantiene ancora oggi il suo fascino, per merito dell’abilità di un regista del calibro di Clouzot, il quale evolve e smonta a poco a poco la trama con supposizioni, illusioni e inganni. Continua a leggere

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“Dead Ringers” (1988)


Two bodies. Two minds. One soul. Separation can be a terrifying thing.

Se Videodrome (1983) è considerato il film definitivo di David Cronenberg, per la sua summa sublime di tutti gli elementi più caratteristici della sua opera (trasformazione della carne, controllo della mente, influenza dei mass media e delle macchine in generale sul cervello umano), Dead Ringers può essere additato come il migliore film in senso tecnico (per la trama, la sceneggiatura, la prova degli attori, la fotografia greve) della lunga filmografia del geniale regista canadese. Continua a leggere

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“Mais ne nous délivrez pas du mal” (1971)


E’ un film unico nel suo genere, impossibile da etichettare e racchiudere in una categoria precisa, il capolavoro di Séria, Mais ne nous délivrez pas du mal (tradotto come …E non liberarci dal male in Italia, sebbene qui da noi non sia mai uscito nelle sale e tutt’ora si possa reperire al massimo in lingua originale con sottotitoli in inglese); nei suoi morbosissimi meandri cinematografici si ravvisano germi di drama, black comedy, horror e una dose di erotismo che, sebbene non sia elevatissima, basterebbe da sola ad esporre il film ad accuse di apologia della pedofilia. Continua a leggere

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“The Cheerleaders” (1973)


The Cheerleaders, diretto da Paul Glicker nel 1973, fu il primo di una serie di controversi film usciti negli anni Settanta che presentavano caratteristiche tipiche della commedia americana e del filone erotico, e che incentravano la propria trama sul tema delle cosiddette “ragazze pon-pon”, ovvero quel manipolo di belle fanciulle che, in ogni college statunitense che si rispetti, hanno il compito di incoraggiare e sostenere i membri della squadra di football della loro scuola con cori, balletti, e chi più ne ha più ne metta. Continua a leggere

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