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“Buio Omega” (1979)


Nemmeno la morte potrà separarci.

Buio Omega (rieditato nel 1987 con il titolo In quella casa… Buio omega, ed inoltre noto all’estero come Beyond the Darkness, Buried Alive e Blue Holocaust) è un film horror del 1979, diretto da Joe D’Amato (alias Aristide Massaccesi). Il soggetto è preso da Il terzo occhio di Giacomo Guerrini (1966). E’ uno dei film più noti a trattare il tema della necrofilia: ad esso si ispirerà in parte Macabro (1980) di Lamberto Bava. Continua a leggere

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“Nosferatu a Venezia” (1988)


Nosferatu a Venezia (conosciuto all’estero come Nosferatu in Venice) è un film del 1988, diretto da Augusto Caminito con la collaborazione di Mario Caiano, Luigi Cozzi, Maurizio Lucidi e di Klaus Kinski, che nel film interpreta proprio Nosferatu. Continua a leggere

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“Seven Women for Satan” (1974)


Diretto dal regista francese Michel Lemoine (che qui veste anche i panni dell’attore protagonista) e prodotto con il titolo di Les week-ends maléfiques du Comte Zaroff, ma mai uscito in Francia perché subito bannato dalla censura transalpina, Seven Women for Satan (conosciuto in Italia come Sette femmine per un sadico) in realtà non è un horror satanico ma un thriller a tinte gialle (in questo senso il titolo nostrano è più esplicativo dell’originale). Continua a leggere

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“La bestia uccide a sangue freddo” (1971)


La bestia uccide a sangue freddo (conosciuto all’estero come Asylum Erotica o come Slaughter Hotel) è un film di Fernando Di Leo del 1971. Unico giallo/thriller del regista (con una struttura fondamentalmente krimi), commissionato dalla casa di produzione che voleva seguire il trend argentiano, il film è in realtà piuttosto noioso e quantomai inverosimile e assurdo nella trama e nella conclusione, ma proprio per la sua notevole componente trash è considerato dai fan del giallo all’italiana un cult del periodo. Incredibile pensare che il regista sia lo stesso di La mala ordina e Milano Calibro 9! Continua a leggere

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“L’arcano incantatore” (1996)


A tredici anni da Zeder (1983), Pupi Avati ritorna all’horror – genere che lo aveva fatto conoscere al pubblico nel 1976 con La casa dalle finestre che ridono – con L’arcano incantatore, un thriller esoterico che conferma l’abilità del regista nel trattare il genere in maniera personalissima. Come i lavori già nominati, Avati ambienta ancora una volta la storia nella campagna romagnola (anche se il film è stato girato in Umbria) e la colloca a metà del Settecento, secolo di superstizioni e di decadimento della Chiesa Cattolica. Continua a leggere

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“I tre volti della paura” (1963)


I tre volti della paura è un film horror del 1963, diretto da Mario Bava, di produzione italo-francese. E’ composto da tre episodi, ispirati ad altrettanti racconti di Snyder (e non Maupassant come erroneamente riportano i titoli di testa), Tolstoj, Cechov, i quali sono introdotti da Boris Karloff. All’estero è stato distribuito all’estero con il titolo Black Sabbath, che ha dato il nome l’omonima band inglese.  Continua a leggere

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“La notte che Evelyn uscì dalla tomba” (1971)


Il regista leccese Emilio Paolo Miraglia produsse, a cavallo tra gli anni sessanta e gli anni settanta, sei film; i suoi due lavori più famosi (La notte che Evelyn uscì dalla tomba, 1971; La dama rossa uccide sette volte, 1972) vennero considerati dalla critica del tempo innovativi perché mischiarono elementi del filone horror gotico, molto in voga negli anni sessanta, con elementi del più giovane filone giallo. Purtroppo questa operazione di collage non riuscì pienamente, e se La dama rossa uccide sette volte riesce almeno a conquistarsi un’ampia sufficienza, il primo esperimento (La notte che Evelyn uscì dalla tomba) fallì il bersaglio: esso si presenta infatti come una versione confusionaria di Il rosso segno della follia (Mario Bava, 1970), svuotata dell’elemento horror-sovrannaturale solo nella scena finale, che appare agli occhi dello spettatore più navigato in entrambi i generi immotivato ed implausibile, fatto unicamente per strizzare l’occhio alla nuova moda cinematografica di nicchia.

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