“Secret Ceremony” (1968)


There were two mice fell in a bucket of milk, one yelled for help and drowned, the other kept pedaling around until, in the morning, he found himself on top of butter.

E’ questa la frase che cala il sipario su Secret Ceremony; un aforisma enigmatico ma al tempo stesso esplicativo dell’onirico plot nel quale il regista Joseph Losey cala per oltre un’ora e mezza lo spettatore, immergendolo come in uno stagno di acque torbide ed oscure per farlo uscire solo al termine della visione, sicuramente scosso e turbato dalla messa in scena di tanto delirio.

In Secret Ceremony Leonora (Elizabeth Taylor) è una madre che anni prima ha perso la figlia, annegata all’età di dieci anni in situazioni non meglio definite. Durante una visita alla tomba della figlia viene abbordata da Cenci (Mia Farrow), una ragazza che nonostante abbia passato i vent’anni sembra essere ancora nel pieno dell’adolescenza (come recita una frase del film, pronunciata da una delle due eccentriche zie di Cenci – “I pazzi non dimostrano mai l’età che hanno”); Cenci è orfana di sua madre e non appena vede Leonora la apostrofa chiamandola “mamma”, per la notevole somiglianza della medesima con la sua defunta genitrice. Leonora inizialmente è seccata dalla paradossale situazione, ma un po’ perché Cenci le ricorda la figlia perduta anni addietro, un po’ per convenienza (Cenci è una ricca ereditiera che vive in una bellissima villa art noveau, mentre Leonora, dopo la morte della figlia e il divorzio col marito vive in una situazione tale di indigenza economica al punto che si è ridotta a fare la prostituta) accetta il gioco ed inizia a recitare nei confronti di Cenci la parte della madre.

Cenci appare subito schizofrenica e molto infantile, come se la sua età mentale si sia arrestata improvvisamente un giorno di tanti anni fa. Leonora inizia ad affezionarsi a questa ragazza così fragile ed accetta di vivere con lei nella sua villa. Tuttavia in certi momenti Cenci sembra essere tutt’altro che demente, quasi sensitiva: in alcune occasioni, dialogando casualmente con Leonora, la ferisce nominando sia una circostanza simile a quella in cui la figlia di Leonora morì anni prima, sia il mestiere di prostituta che la stessa Leonora è costretta a svolgere per sbarcare il lunario.

Un giorno vengono a trovare Cenci nella sua villa le sue due eccentriche zie, Hannah e Hilda, due attempate lady inglesi con il vizio della cleptomania: ogni volta che si introducono nella casa della defunta madre di Cenci ne approfittano per saccheggiare qua e là vestiti e pellicce. Leonora, accorgendosi di ciò, fingendosi una cugina americana della madre di Cenci, va a fare loro visita nel negozio di antiquariato nel quale lavorano. Dopo averle accusate di cleptomania, Leonora le rimprovera anche per non avere impedito una violenza sessuale alla quale a quanto pare Cenci è stata vittima quando aveva solo dieci anni, ad opera – come si capirà – del padre putativo Albert.

Cenci in effetti quando si trova sola recita spesso la scena che anni addietro la vide protagonista: il momento in cui venne violentata da Albert. Leonora spiandola si accorge di ciò e ricostruisce il suo trauma. Ma Cenci, avendo una personalità schizofrenica, non vive il suo dramma in maniera completamente negativo: quando Albert infatti torna a farle visita si offre di tagliargli la barba e poi si concede carnalmente a lui, come aveva fatto quella prima volta tanti anni fa e poi altre a seguire nel corso degli anni.

Albert è ora un professore in America, ma le sue abitudini di pedofilia verso i ragazzini non sono cambiate, da quanto si evince sia dal nuovo incontro con Cenci sia da un dialogo con Hannah e Hilda nel quale accenna ad alcune molestie perpetrate nei confronti di alcuni alunni del college nel quale insegna. Albert è mentalmente malato: vede in Cenci un’oggetto del desiderio non solo carnale, ma anche spirituale. Ai suoi occhi Cenci è quasi una creatura sovrannaturale, un angelo. Carnalmente Cenci è sottomessa da Albert, ma mentalmente è la ragazza che possiede il padre putativo.

Quando Leonora scopre del ritorno di Albert porta Cenci in vacanza al mare per qualche giorno, per allontanarla dal mostro. Tuttavia anche Albert seguirà le due e si giungerà ad un conflitto verbale tra Leonora e Albert durante il quale quest’ultimo le racconterà i dettagli più morbosi del rapporto tra lui e la figliastra, di come questa l’ha sedotto quando era ancora una bambina; Leonora al culmine dell’esasperazione colpisce Albert al volto con una lama.

Ormai, con l’entrata in scena di Albert – che funge da elemento-chaos nel plot di Secret Ceremony – il rapporto teatrale che si era creato tra finta madre e finta figlia appare ormai irrimediabilmente compromesso, e la tragedia è ormai imminente. Leonora infatti decide di abbandonare Cenci al suo destino e quest’ultima compie l’estremo gesto ingurgitando una quantità consistente di sonniferi. Durante la veglia funebre Albert, giunto per dare l’estremo saluto alla figliastra che aveva tanto amato nel suo personalissimo modo, viene accoltellato a morte da Leonora, che torna a casa e nel buio della sua camera da letto realizza di essere stata sopravvissuta proprio grazie all’incontro con un altro “topo caduto in un secchio di latte”.

Un commento critico su un film del genere appare molto complesso: Secret Ceremony è il classico film incentrato sui dialoghi anziché sulla trama. Joseph Losey, solito a pellicole molto teatrali, è abilissimo nella stesura della sceneggiatura, e mette sul palcoscenico le sue due protagoniste mettendo loro in bocca una serie incessante di battute strepitose, ora enigmatiche, ora pungenti, ora filosofiche. La fotografia fa il resto: quasi tutto il film si svolge nella bellissima villa art noveau dove vive l’orfana Cenci e questa scelta stilistica rende la pellicola un tripudio di colori e di giochi di specchi, nei quali le due protagoniste continuamente (praticamente in ogni scena del film) si riflettono.

Proprio il tema degli specchi è il tema principale del film: Leonora e Cenci si guardano l’un l’altra come due essere complementari, infatti Leonora riconosce in Cenci la figlia perduta anni prima e viceversa Cenci pretende che Leonora reciti la parte della madre defunta. Le due protagoniste inoltre vedono l’una nell’altra lo specchio della loro miseria, il trauma per il lutto subito, un’instabilità mentale ed un degrado dell’esistenza che si dipana poco a poco, scena dopo scena, davanti agli occhi dello spettatore attonito. Cenci arriva persino a recitare la parte della donna incinta (del padre putativo) quando si mette sotto la veste un suo peluche e se lo tiene per diverse ore, finché Leonora non glielo strappa letteralmente dal grembo e lo fa a pezzi, ricreando davanti ai suoi stessi occhi il trauma della perdita del figlio che aveva segnato il suo misero passato.

La sola Cenci, riflettendosi e danzando praticamente in ogni singola scena davanti ad uno o più specchi, mette in evidenza agli occhi del lettore le numerose personalità che convivono dentro alla sua mente alienata: ora adolescente innocente ora ninfetta ninfomane nei confronti del padre, ora bambina ingenua ora attrice provetta, ora vittima ed ora carnefice. La prova di Mia Farrow (che nello stesso anno di grazia 1968 fu la protagonista anche del capolavoro Rosemary’s Baby di Roman Polanski e tre anni più tardi di See no Evil – Blind Terror di Richard Fleischer) è sensazionale, al punto che oscura anche la performance di Liz Taylor, forse al vertice della sua discutibile carriera da attrice.

Video:

Qui sotto potete vedere il trailer di Secret Ceremony.

Valutazione: 7.9

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