“Altered States” (1980)


L’eccentrico regista Ken Russell, dopo anni di bizzarra ricerca stilistica portata avanti passando con risultati alterni attraverso i più disparati generi cinematografici, trovò con Altered States (In Italia Stati di allucinazione), l’apice creativo della sua carriera. Se infatti spesso (sia per quanto riguarda i suoi lavori precedenti sia per quanto riguarda quelli posteriori ad Altered States) le sue pellicole si riducevano ad una cornice delirante costruita attorno ad un plot altrettanto strano, con Altered States egli riesce a realizzare un film che, pur mantenendo una forte vena weird (o perlomeno non politicamente corretta e visionaria), coniuga al meglio i suoi elementi sci-fi e fantasy con una trama sostanzialmente drammatica, innaffiandolo qua e là con elementi tipici del thriller e dell’horror più fantascientifico.

Ispirato alla vita del ricercatore e psichiatra statunitense John Lillly e scritto dal commediografo Paddy Chayefsky, Altered States racconta la storia del professore di medicina Eddie Jessup (William Hurt), il quale conduce con il collega e amico Arthur degli esperimenti sugli stati di coscienza usando una vasca di deprivazione sensoriale, ovvero un ambiente isolato che gli permette di ottenere la massima assenza di percezione esterne. Isolando così ogni elemento esterno di distrazione egli riesce a condurre su di sé una ricerca psichedelica, un viaggio esplorativo della propria coscienza e del proprio passato. Nel frattempo, durante una festa a casa da Arthur, quest’ultimo gli presenta Emily (Blair Brown), una studiosa di medicina molto considerata nel suo ambiente che diventerà, sebbene qualche iniziale resistenza, sua moglie.

Le cose però non funzionano, e dopo due anni di matrimonio e due figli, i due si separano. Eddie, quando ha l’occasione di incontrare di nuovo Arthur, gli racconta che è venuto a sapere che in Messico c’è una droga psichedelica ricavata da alcuni funghi allucinogeni usata dagli sciamani della zona, i quali sono convinti che possa conferire agli assuntori la capacità di perlustrare a fondo la propria coscienza e di sviluppare una memoria ancestrale collettiva. Partito alla volta del Messico, Eddie riesce a provare l’esperienza psichedelica di cui sopra: la sua vita cambia per sempre. Infatti, una volta ritornato in patria, entusiasta dell’esperienza avuta in Messico, compie degli esperimenti avanzati prendendo la droga all’interno della vasca di deprivazione sensoriale, sempre più convinto che gli atomi di ogni singolo essere umano abbiano in realtà milioni di anni e che ogni singolo uomo abbia insita dentro la propria coscienza l’intera storia ancestrale dell’uomo, dal big bang ad oggi.

Gli esperimenti di Eddie si spingono però troppo oltre, ed inspiegabilmente durante un’esperienza psichedelica nella vasca di deprivazione sensoriale qualcosa va storto e, quando ve ne esce esanime, per quattro ore non riesce a pronunciare una sola parola a causa di un’improvvisa afasia. Le lastre dimostreranno poi che per quel periodo la sua struttura genetica era mutata momentaneamente (precisamente aveva sviluppato inspiegabilmente una sacca laringea davanti alla laringe, particolarità tipica dei primati). Arthur e gli altri colleghi di Eddie pensano che egli sia diventato pazzo e fanno di tutto per non fargli ripetere gli esperimenti; così, Eddie è costretto a compiere le sue ricerche di notte. Durante l’ennesima esperienza Eddie si trasforma addirittura in un primato e, dopo aver ucciso una guardia della sorveglianza notturna e una capra allo zoo della città, qui si addormenta per poi risvegliarsi nudo e con pochi ricordi confusi la mattina successiva.

E’ chiaro a tutti che Eddie si è spinto troppo oltre e che, continuando i suoi studi psichedelici, rischia di mettere in pericolo la sua stessa vita. Durante l’ennesimo esperimento, nel quale rischia addirittura di trasformarsi in pura sostanza primordiale (e di conseguenza di disintegrarsi nel nulla), Eddie ha una visione totalizzante e al tempo stesso completamente opposta alle precedenti: vedendo il vuoto supremo e terribile nella sua enormità dell’universo al momento del big bang, egli capta come un grido di disperazione proveniente dagli abissi della sua coscienza e capisce infine che solo l’amore può dare un senso ad una realtà altrimenti vacua e priva di significato. Il film finisce con Eddie e la moglie Emily uniti in un abbraccio, per così dire, cosmico.

Ambientato nel 1967, l’anno della deflagrazione sociale delle droghe psichedeliche in America (LSD, mescalina, peyote, funghi allucingeni provenienti dal Messico), e ispirato oltre che alla vita del già nominato ricercatore John Lilly anche agli esperimenti di quella “cerchia psichedelica” guidata da Timothy Leary (peraltro amico dello stesso Lilly) che sconvolse la psicologia moderna con i suoi studi controversi, Altered States pone l’attenzione sull’esperienza psichedelica vista da entrambe le facce della sua medaglia: ora mezzo per conoscere sé stessi attraverso la scoperta (e l’azionamento) di un ulteriore piano di coscienza, ora come pericoloso viaggio che può portare l’uomo che sia troppo tracotante nell’analisi dei suoi limiti dritto verso la morte.

Il protagonista Eddie, interpretato da un gagliardo William Hurt che conferisce al suo personaggio una vitalità particolare, impersona lo scienziato che, dopo la disillusione religiosa e morale, rimette in discussione ogni cosa e si affida all’esperienza psichedelica per conoscere sé stesso. Si noti che lo spartiacque della vita di Eddie è stata la morte del padre, religiosissimo, a causa di un cancro: Eddie, dopo aver sentito il genitore morente sul letto d’ospedale bisbigliare la parola “terribile” si distaccò per sempre dalla religione, reputando impossibile l’esistenza di un Dio che faccia vivere ad un suo fedele credente un’esperienza tanto dolorosa. Il ricordo della morte del padre ed il distacco dalla religione cattolica viene trasfigurato da Eddie, durante un’esperienza nella vasca di deprivazione sensoriale, in una serie di visioni allucinanti (queste sequenze di allucinazioni sono, per inciso, le scene più sensazionali del film).

Anche la vita matrimoniale ed il suo rapporto con la moglie Emily viene trasfigurata da Eddie durante le sue esperienze: ora egli si vede nell’atto di possederla ferocemente in un tempio antico su uno sfondo infernale costellato di nuvole infuocate, ora ella gli appare come una creatura per metà rettiliana prima di dissolversi insieme a lui in polvere in mezzo al deserto messicano, ora si vede con lei mentre, mano nella mano, camminano sotto un cielo scarlatto verso l’orizzonte del nulla dominato solo dall’esplosione di una gigantesca bomba atomica.

Le visioni relative alla creazione dell’universo, palesemente ispirate alle sequenze spaziali allucinogeni di 2001: A Space Odyssey (Stanley Kubrick, 1968), sono a dir poco spettacolari. Ken Russell, facendole deflagrare all’interno della mente del suo protagonista, intende ora mostrarci come egli, al limite dei suoi esperimenti psichedelici, da una parte riesca a captare la totalità e l’anima primordiale dell’universo intero, ma dall’altra diventi la vittima di un bombardamento estremo di immagini, che gli mostrano il vuoto totale dell’universo fin dal suo primo istante di vita, rendendolo in tal modo conscio dell’inutilità e della mancanza di senso della vita di ogni essere umano in sé e per sé.

Il film si potrebbe idealmente dividere in due parti. La prima, lunga un’ora, fondata sugli esperimenti psichedelici di Eddie, le sue allucinazioni all’interno della vasca di deprivazione sensoriale e l’illustrazione allo spettatore delle sue credenze sull’uomo (la sua natura e la sua coscienza), la scienza e la religione. La seconda, equivalente all’ultima mezz’ora di film, nella quale il film prende una deriva più horror-thriller-fantasy e che culmina nella trasformazione di Eddie in un primato e nell’omicidio che egli in tale stato compie. Delle due, sicuramente la prima è la più riuscita, grazie anche ad una sceneggiatura impeccabile, con dialoghi e ragionamenti molto interessanti che il protagonista e i suoi colleghi snocciolano con disinvoltura; in ciò, Chayefsky è molto bravo ad “indottrinare” lo spettatore sulle idee che stanno alla base della storia che sta raccontando e di conseguenza a portare lo spettatore medesimo a porsi molte domande esistenziali/scientifiche una volta terminata la visione del film.

La seconda parte del film è in realtà meno interessante e più debole: avrei forse preferito che la storia si sviluppasse più ad un livello “mentale” che “fisico” e francamente trovo la trasformazione di Eddie in un primato una soluzione stilistica di cui si poteva fare a meno. Si rischia, così facendo, di minare la credibilità di quella che fino a quel momento era una bellissima pellicola drammatica di fantascienza e che, proprio per la volontà di inserire quell’elemento così palesemente esagerato, rischia di scendere al livello di un horror a tinte fantasy qualunque. Se non altro, il finale anticipato dall’ultima, eccezionale visione psichedelica, sebbene un po’ convenzionale e melodrammatico riabilita in parte la pellicola e, vista la piega che aveva preso, non era nemmeno troppo scontato. Una menzione d’onore, infine, per la splendida colonna sonora di John Corigliano, che non a caso ricevette una nomination agli Oscar.

Curiosità:

  • La regia del film fu inizialmente affidata ad Arthur Penn.
  • Il film è citato nell’episodio La testa di House della serie televisiva Dr. House – Medical Division.
  • Nella sua autobiografia, il regista Ken Russell raccontò di aver provato l’esperienza con i funghi allucinogeni durante le riprese di Altered States, guadagnandone però solo un “bad trip”.
  • In un intervista del 1981 al New York Times, l’attrice Blair Brown raccontò che durante le riprese del film molti attori presenti sul set provarono l’esperienza della vasca di deprivazione sensoriale: l’esperienza di Hurt fu “allucinogena”, mentre la sua fu “very peaceful“.
  • Alcune sequenze dell’Inferno nei deliri allucinogeni del protagonista Eddie sono tratte dal film Dante’s Inferno (Harry Lachman, 1935).

Video:

Trailer del film.

Valutazione: 8.2

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