“Phenomena” (1984)


Phenomena (conosciuto all’estero come Creepers) è un film di Dario Argento del 1984.


Trama:

Una giovane turista perde il contatto con il gruppo in una vallata svizzera non lontano da Zurigo, si rifugia in uno chalet isolato e viene misteriosamente assassinata. Inutili le ricerche della polizia. Non molto dopo Jennifer, adolescente americana, figlia di un noto attore abbandonato dalla moglie, viene affidata per gli studi a un Collegio di Zurigo, diretto da acide educatrici e ascolta da Sophie, la compagna di camera, storie di bambine scomparse nei pressi del Collegio e mai più ritrovate. La notte stessa Jennifer ricade nel sonnambulismo, da cui si riteneva guarita, e per sfuggire al misterioso assassino intravisto nel buio, si rifugia nell’abitazione di un anziano entomologo paralitico, assistito da una scimmietta, dove scopre di poter comunicare con gli insetti. La notte seguente, in una crisi di sonnambulismo, una lucciola la guida presso il cadavere di Sophie, che, uscita con le vesti di Jennifer per incontrare il suo ragazzo, è rimasta vittima del mostro. Sottoposta ad alcuni accertamenti clinici, Jennifer rischia di essere ricoverata in manicomio. Fugge dal collegio e ripara nuovamente dall’entomologo, il quale, sperimentate le sue misteriose affinità con gli insetti, le consegna, in una gabbietta, la “mosca sarprofaga”, consigliandola di farsi guidare dall’insetto alla ricerca dell’assassino.


Commento:

Dopo il ritorno al giallo/thriller con Tenebre (1982), nel 1984 Argento ritorna su territori più prettamente horror riprendendo il discorso da dove l’aveva lasciato con Suspiria (1977) e Inferno (1980) realizzando Phenomena. La vicenda, come nel precedente Suspiria, è ambientata nei pressi di un collegio femminile (ma qui siamo in Svizzera, e non in Germania) e tratta di strani ed inquietanti fenomeni che avvengono nelle vicinanze, in particolar modo della sparizione di alcune studentesse, alcune delle quali mai ritrovate dalla polizia. Ma siamo su un territorio meno paranormale rispetto ai due precedenti film horror del regista romano: qui l’orrore è quello umano della diversità, dell’emarginazione e della follia e non ha nulla a che vedere con streghe e fantasmi.

La cosa più paranormale del film è il singolare rapporto di amicizia/comprensione che intercorre tra la protagonista – una bellissima e verginale Jennifer Connelly, all’epoca delle riprese solo quattordicenne – e qualunque specie di insetti con cui si trova a che fare. Per il resto le scene più spaventose del film si concentrano sugli orribili delitti (concentrati quasi esclusivamente nella parte conclusiva della pellicola) compiuti dal folle di turno. Ma – come detto – sebbene Argento anche in Phenomena come altrove mostri allo spettatore teste in putrefazione, teste mozzate, piscine stagne piene di larve e di pezzi mutilati di cadavere, l’orrore qui è più umano che cinematografico.

Infatti il tema principale di Phenomena sembra essere quello del diverso: diversa è la protagonista Jennifer, sonnambula e considerata pazza per il suo specialissimo rapporto con gli insetti e le sue visioni nefaste. Diverso è l’anziano entomologo, costretto a vivere su una sedia a rotelle per il resto della sua vita perché paralitico. Diverso è il personaggio interpretato da Daria Nicolodi (al suo ultimo film da moglie del regista) a causa del suoi anni trascorsi in un ospedale psichiatrico così come diverso è il suo sventurato figlioletto, che un’orribile malattia ha reso deforme. Visti i comportamenti di coloro che si considerano “normali” (la direttrice del collegio, le compagne di Jennifer nella struttura) il personaggio più “umano” verso i cosiddetti “diversi” sembra essere senza ombra di dubbio quello che paradossalmente umano non è, ovvero la scimmia inseparabile amica dell’entomologo.

Dal punto di vista della trama, il film sembra diviso in due grosse parti: la prima, lenta e macchinosa, in cui i personaggi vengono introdotti e le situazioni, anche quelle più inverosimili, vengono dosate in modo molto attento (forse come mai era capitato in un film di Argento); la seconda, quella conclusiva, in cui il regista annichilisce lo spettatore con tre-quattro finali uno dietro l’altro, in una scarica di violenza e gore. Sta al gusto dello spettatore esprimere la propria preferenza sull’una o sull’altra parte, ma difficilmente Phenomena piacerà senza alcuna riserva per tutta la sua durata.

Per quanto riguarda l’aspetto prettamente estetico, Phenomena si distingue prevalentemente per l’onnipresente luce blu (si potrebbe definire il “film blu” di Argento, laddove Suspiria era il “film rosso”), ma anche per alcune geniali trovate grafiche:  le inquadrature soggettive degli insetti divise in sei parti, che ricordano alcune sequenze psichedeliche presenti in film dei decenni precedenti; certe immagini notturne e silenziose della campagna svizzera; le visioni in negativo che Jennifer ha durante le sue crisi di sonnambulismo. Le musiche dei Goblin sono sempre belle, meno quelle degli Iron Maiden e dei Motorhead con cui il regista cerca di sottolineare le scene a più alta tensione, ottenendo immancabilmente l’effetto opposto a quello desiderato, privandole di tutta la  propria carica thriller.


Video:

Trailer del film.


Valutazione: 72/100


Film collegati:

Influenze:

Film ispirati:

Film simili:

Suspiria (1977)

Inferno (1980)

Opera (1987)


4 commenti

Archiviato in horror, italian giallo, mystery, splatter, thriller

4 risposte a ““Phenomena” (1984)

  1. passoaprendertistasera

    Spiace dirlo ma per me è l’ultimo grande lavoro dell’epoca d’oro di Dario Argento.Location azzeccate,interpreti all’altezza (Connely,Pleasence,persino la Nicolodi!!).L’unica pecca forse l’uso eccessivo del metal nella colonna sonora,che c’entra come i cavoli a merenda

    • Per quanto riguarda il metal sono d’accordo con te! ma secondo me anche i successivi Opera e Nonhosonno sono da salvare.

      • passoaprendertistasera

        De gustibus…A me Opera non era piaciuto,decisamente meglio Trauma anche se siamo lontani dal capolavoro.Nonhosonno è un buon film anche per la presenza del grandissimo Max Von Sydow

  2. Kh

    Io Trovo Argento un maestro. Un pittore che dipinge senza fregarsene di quello che dice la gente. Apprezzo tutti i suoi film, e li guardo come una galleria d’arte. La scelta della colonna sonora è sempre superba. Naturalmente la critica lo stronca in tutto. Se paragoniamo la Terza Madre a film come The Fog (il remake di Carpenter, uscito nello stesso periodo) e San Valentino di Sangue (che è molto più recente), allora è un capolavoro. Naturalmente se stiamo lì a paragonare sempre con il passato sul serio non si gode del presente. Per quanto riguarda Phenomena è un grande film, bellissimo stilisticamente, e lei (Jennifer Connelly) è Bellissima. Ripeto: Argento o si ama o si odia… ma dovrei aggiungere: o ci si nasconde dietro alle solite frasi.

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